Le scelte logiche

cropped-img-20160612-wa0006

Che poi uno dice che nella vita deve essere felice eppure nel momento in cui deve compiere delle scelte pensa sempre alla cosa più logica da fare e mai a quella desiderata. Che poi, logica per chi? Se io avessi sempre fatto delle scelte logiche probabilmente sarei chiusa in un ufficio dal 1998, quando all’età di 19 anni avevo conquistato una scrivania nella più grande multinazionale giapponese del mondo come traduttrice. Oggi chi sarei? Domanda idiota ed è per questo che non me la sono mai posta. “Di sicuro non sarei io!” rispondo a chi pensa a quegli anni come se avesse perso un’opportunità. Dico avesse perso, perché non so se avete notato come l’interlocutore sia spesso più dispiaciuto di voi nel parlare di un’opportunità sfumata a voi! Ed è così che si cade in quelle voragini che la vita ci segnala con grandi caratteri luminosi ma che noi, ad un certo punto della vita, ignoriamo tuffandoci a bomba, incoraggiati da chi è sempre pronto a pensare con la nostra testa. Io dal canto mio, quel giorno del 1998, dopo aver realizzato che per 6 mesi avevo comunicato con il mio capo in una lingua a lui sconosciuta (l’inglese) e che lui (giapponese) forse per orgoglio, rispetto, vergogna o chi può dirlo, non avesse mai detto nulla se non annuendo ad ogni mia parola, cambiai il corso degli eventi. Ricordo che sorrisi, andai al distributore automatico a prendere una cioccolata calda ( l’ultima della mia vita probabilmente), salutai cordialmente e mi incamminai, sotto i tenui raggi di un primo sole primaverile londinese, con due nuove certezze: l’unica cosa che mi piaceva di quel lavoro era la cioccolata calda e la seconda era che la cioccolata calda davvero non faceva per me!

Ai tempi impiegavo circa 1 ora e mezza per arrivare al lavoro, percorrendo il tragitto a piedi, in metro, in treno e poi di nuovo a piedi. Rimanevo alla scrivania per 8 ore, poi ancora piedi, treno, metro, piedi e una volta a casa aprivo una birra, mi sedevo alla finestra di una villa del 1800 e trascorrevo la notte a chiacchierare con i vicini francesi. Erano queste ultime le ore più belle della mia giornata, c’era poco da riflettere sulle mie scelte, giuste o sbagliate che fossero per gli altri, lo erano per me. Quel giorno sono ufficialmente sfuggita alla morsa delle scelte logiche cogliendo l’unica vera opportunità che un essere umano non dovrebbe mai lasciarsi sfuggire: scegliere di essere felici.

Io quel giorno ho fatto in modo che nessuno potesse più aspettarsi nulla da me e cosa più importante che io non dovessi aspettarmi nulla. Non sono caduta nello stress di dover dimostrare, come quando inizi l’università e pur capendo che non fa per te, la devi comunque finire perché ormai… Mio Dio, con quegli ormai si distrugge la gente. Non è mai troppo tardi per cambiare idea, non è mai troppo tardi per cambiare lavoro, casa, città, fidanzata/o. ORMAI è un limite imposto, è l’inizio della fine, è quella parola che in poco tempo da corda diventa catena, un’incudine gigantesca che ci inchioda al suolo…la gente ci muore così, ci muore!

Oggi riflettevo su questo, perché nonostante la mia vita sia un cambiamento continuo alle volte ci casco ancora nel tranello della noia e da iperattiva appaio inerte e la cosa mi rende irrequieta come se avessi fatto la scelta sbagliata. Chiamo un’amica, in realtà sono due al prezzo di una, e mentre espongo  3 piani di fuga loro se la ridono. Mi incazzo, mi fermo, ascolto.

Non c’è nulla di male a stare seduti per un po’, alle volte bisogna fermarsi a guardare quanta strada abbiamo fatto prima di ripartire.

Ho 38 anni, ho vissuto in 6 paesi diversi, ho cambiato lavoro, casa, sogni…

Tempo fa mi regalarono una calamita che diceva “Ricordati di essere Felice” e me ne sono ricordata.

E voi? siete felici?

Vi abbraccio

 

Annunci

Candele, inciampi, farneticazioni. Sottotitolo: in qualche modo è la seconda parte.

Dice che bisogna scrivere un titolo chiaro affinché si ottenga la giusta attenzione del pubblico, ma io nutro un amore spassionato per i fuori tema, ragion per cui finirei per passare per quelli dei titoli sensazionali, avete presente? Ultimamente, specie su FB ce ne sono a strafottere: “NON PUOI IMMAGINARE QUELLO CHE HANNO SCOPERTO”, oppure” SEMBRAVA SOLO UN POMODORO MA QUANDO LO HANNO APERTO…” ed il mio preferito in assoluto ” TUTTI NE PARLANO…” e tutti giù a cliccare, curiosi come gatti anche se sappiamo perfettamente che si tratta sempre e solo di articoli ESTIQAATSI!*

*Per chi non fosse pratico, digitate su youtube la parola e fatevi due risate.

Lo dico solo per non essere presa a parole, se dal titolo non si evince il contenuto dell’articolo è semplicemente perché in esso si rispecchia esattamente il mio attuale stato mentale: il caos!

Ora che abbiamo chiarito tutto possiamo iniziare 🙂

Sono in penombra sopra un divano letto e se ci fosse spazio mi ci rifugerei sotto come ha saggiamente fatto il gatto. (Ricordate Suppli? Ha 10 anni, qualche vita in meno ma sta “una crema” e sfoggia orgoglioso i sui 8 kg di felicità in giro per il mondo)

Vengo da due mesi di traslochi nel trasloco e non ho ancora finito (di ‘sto passo non finirò mai) il tutto nel pieno del caotico periodo pre – post e post – post Natalizio che per me sembra concludersi oggi, 21 Gennaio. Nel dubbio mi sono rinchiusa in una camera, in penombra appunto, nella speranza che nessuno decida di venire a controllare io sia ancora viva, in tal caso mi fingerò morta come Scrat dell’Era Glaciale.

Il mio trasloco è una storia romantica o un incubo, a seconda di chi sia l’ascoltatore, che mi vede (in realtà è coinvolta una moltitudine di persone) in continuo movimento tra vari paesi. In Italia in particolare, il mio più che un vagabondare è un rimbalzare da Nord a Sud e viceversa, per non lasciarmi indietro gli amici.  Ecco perché oggi mi ritrovate qui, perché nel dubbio, questo è l’unico indirizzo sicuro che ho.

Torno qui dopo qualche anno di assenza, un po’ spaesata ed emozionata nel ritrovar un angolo tutto mio ma di condivisione.

Accendo una candela e già che ero venuta per questo vi spiego come farne da voi.

Candele

IMG_20180106_193640

Occorrente

  • pentolini possibilmente vecchi
  • cucchiaio di legno
  • candele usate
  • stoppini nuovi o cotone (se li fate voi avete bisogno anche di carta stagnola e colla)
  • vasetti di vetro, ceramica o comuque recipienti resistenti al calore
  • bastoncini di legno o mollette per tenere fermo lo stoppino
  • extra aromi, spezie…

Se in casa avete varie candele usate e non sapete cosa farne, prendetele e raggruppatele per colore, anche di tonalità diverse. Su internet troverete (praticamente tutti) chi vi consiglia di riporle 15 minuti in freezer prima di romperle con un martello per facilitarvi…l’ho fatto anche io e non è servito a nulla! Quindi, prendete un bel tagliere o qualcosa di simile, munitevi di martello e scalpello (un cacciavite a punta piatta andrà benissimo ) e iniziate a dar giù botte fin quando non avrete sbriciolato tutte le candele a disposizione. Se è una giornata NO trarrete particolare beneficio da questa pratica 😉

Se vi sentite particolarmente molesti coinvolgete tutti quelli che vi circondano come ho fatto in questa foto :p

IMG_20180106_172859

Levate i vecchi stoppini in questa fase.

A questo punto prendete un pentolino vecchio (anche più di uno se avete molte candele) e mettetelo a bagnomaria in una pentola grande che lascerete sulla fiamma per tutto il tempo.

Iniziate a sciogliete le candele nel pentolino ( se utilizzate un solo pentolino, sciogliete prima quelle più chiare cosicché non si sporchino con la cera colorata o comunque più scura). Mescolate con un cucchiaio di legno di tanto in tanto.

IMG_20180106_173223

Nel frattempo se non avete degli stoppini nuovi potete farne in casa utilizzando dello spago da cucina oppure del cotone. Io avevo gli stoppini delle fiaccole da giardino, da cui ho ricavato vari fili che poi ho intrecciato. Gli stoppini dovranno essere più lunghi del vasetto in cui realizzerete la candela. Prendete il vostro stoppino  e fate un nodino in una delle estremità lasciando libero circa un cm di filo. Immergete tutto lo stoppino nella cera sciolta per farlo ricoprire completamente, stendetelo su della carta stagnola per farlo asciugare (impiegherà circa un minuto a seccarsi). Ripetete il passaggio un’ altra volta. Con la carte stagnola ritagliate dei quadrati di 5 cm circa, piegate di 45 gradi l’estremità dello stoppino dove avete fatto il nodo e avvolgetelo nella stagnola formando una pallina che poi schiaccerete in modo da ottenere una base piatta. A questo punto incollate lo stoppino sul fondo del vasetto (nel centro) con colla a caldo o una colla forte.

 

Con l’ausilio di una molletta o semplicemente di un bastoncino, avvolgete l’estremità superiore delle stoppini fino a tenderla nel centro del vasetto e bloccate.

Siete pronti per versarvi la cera e fare la vostra candela.

IMG_20180106_172930

Attendere 24 ore prima di tagliare lo stoppino in eccesso.

CONSIGLI UTILI

Potete aromatizzare le candele versando nella cera sciolta aromi vari come le essenze, oli profumati, le spezie, possono essere utili gli stessi campioncini dei profumi. Io ho usato vecchie tisane, alcune spezie come i chiodi di garofano e l’anice stellato per decorarle e profumarle allo stesso tempo, vanno bene anche scorzette degli agrumi, foglie…

Quando versate la cera fatelo in più volte avendo cura che gli strati si asciughino tra un passaggio e l’altro in quanto la cera asciugandosi crea un avvallamento al centro anche di alcuni cm. In caso questo accada comunque, potete aggiungere qualche goccia di cera il giorno dopo.

Se volete creare candele di diversi colori basterà colare la cera in diversi momenti in modo che asciughi il primo strato prima di versare un nuovo colore. Potete anche mescolarli tra loro per creare diversi effetti ma non sempre il risultato è dei migliori.

NB se siete un po’ pasticcioni come me, rivestite il piano cottura con la carta stagnola per proteggerlo da eventuali gocce di cera, stessa cosa per il piano dove farete le candele 😉

 

 

Bene, sono trascorse 3 ore di assoluta pace, se avete fatto le candele adesso sarete alle prese con la cera nelle pentole e ve ne occorreranno altre 3… va bene ve lo dico, basta scaldare l’acqua e rimuovere la cera con carta da cucina 😛

Grazie della compagnia, ci sentiamo presto, ora tocca preparare la valigia, tra due giorni rimbalzo al Nord 🙂

Buona serata amici!