Topinambur


In questo periodo dell’anno, il mio pensiero va al carciofo romanesco, che è quasi pronto per essere gustato. A fine Aprile, a Sezze (LT) si svolge la sagra del carciofo, un’occasione per gustare il” principe degli ortaggi” nelle sue migliori ricette, come quelle alla giudia e al forno.

Essendo Febbraio, capirete che non posso ancora mettermi ai fornelli per preparare queste buonissime ricette ma… ma…posso stupirvi con effetti speciali, parlandovi di un altro buonissimo prodotto dal gusto simile al carciofo, che tra parentesi non è reperibile in questo periodo…che sfiga!;)

Il Topinambur (Helianthus tuberosus) fa parte della famiglia del Girasole, è detto anche tartufo di canna, patata selvatica  del Canada, carciofo del Canada, rapa tedesca. E’ un  tubero nodoso, con buccia rossastra, polpa bianca e cosa più interessante ha lo stesso sapore del carciofo, anzi direi un sapore più intenso.
Inoltre, a differenza delle patate, non contiene amido ma inulina che, una volta digerita, non produce glucosio (può essere mangiata dalle persone con diabete). L’organismo umano non utilizza il principale carboidrato presente nel Topinambur, sicchè il contenuto calorico  è pressoché nullo.
Io ho conosciuto queste patate grazie a Davide, mio marito, che me le ha fatte in padella con qualche foglia di carciofo e devo dire che il risultato è davvero ottimo. Specialmente in quei mesi in cui i carciofi scarseggiano, i Tompinambur sono una validissima alternativa.
Purtroppo a causa della globalizzazione, i supermercati difficilmente li espongono, d’altronde perchè mettere prodotti locali quando si possono vendere i”famosi” pomodori olandesi, i melograni di Israele, le arance spagnole , i porcini romeni, l’aglio cinese…scusate ma quando ci penso, divento una iena.

Dicevamo? Se volete  acquistare i Topinambur, li trovate in autunno inoltrato dal fruttivendolo, credo che siano reperibili in tutta Italia, ad esclusione della Sardegna, dove non crescono spontaneamente.
Se camminando per strada incontrate delle margheritone dal fusto molto alto, simili ai girasoli ma più piccoli, provate a vedere cosa si nasconde alla loro base, chissà che non abbiate fortuna.

Per preparare i Topinambur lavateli sotto l’acqua corrente, sbucciateli (non è necessario) e consumateli crudi, tagliati a fettine sottilissime, condendo semplicemente con olio e pepe. In alternativa,  si possono lessare, cuocere al vapore o cucinarli come fossero patate, al forno, in padella, etc…

Se volete provare a coltivarli, in primavera interrate i tuberi in un posto soleggiato e godrete per tutta l’estate dei loro bellissimi fiori, oltre a gustarne il sapore poi.

Sono a disposizione per ulteriori informazioni.

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