Da grande voglio essere come Johnny Appleseed.


Vi voglio raccontare di un uomo che sembra uscito da una fiaba tanto sembra incredibile il suo viaggio…

Mr Johnny Chapman (1774) era un uomo modesto con un grande amore per la natura. Divenne famoso ancora in vita, grazie alla sua stravaganza…Era un pionere, un missionario, un eroe popolare che è stato al centro di numerose leggende.
Immaginate un uomo scalzo, all’inizio del XIX secolo, immaginatelo ora nel mezzo di una territorio vasto, abitato dalle tribù Indiane e pochi altri, immaginatelo ora in viaggio, da solo. E’ un uomo semplice, un uomo che osserva il mondo col naso in sù ma i piedi ben saldi al terreno, é alla ricerca di Dio ma non in una chiesa, lui lo cerca nella natura cominciando ad esplorare le regioni selvagge del West statunitense con una pentola in testa. Johnny riposa vicino a letto dei fiumi, dorme nei boschi in compagnia degli animali dove si sente più vicino a Dio. Alle volte viaggia in canoa e attende l’arrivo dei pionieri per dargli ristoro.
Vive in armonia con gli indiani d’America e chissà perchè  pianta alberi di mele.
Recupera i semi dai produttori di sidro e durante i suoi viaggi li sparge ovunque cammina.
Mr Appleseed non beve sidro nè vende le sue mele, egli le baratta talvolta per procurarsi vestiti e generi di necessità ma soprattutto, Johnny, con quel semplice, grandioso gesto, che solo un uomo “folle” può fare, garantì la sopravvivenza a tutti i viaggiatori che attraversarono ed iniziarono ad insediare quelle terre allora vergini e desertiche.
Così, centinaia di chilometri quadrati, oggi compresi tra Ohio, Indiana ed Illinois, furono popolati da alberi meravigliosi di cui si prese cura per tutta la vita.
E allora voglio essere anche io come lui, voglio fare quel gesto semplice nel mio piccolo mondo, voglio cancellare, se posso, quel grigio che invade sempre più i nostri spazi, i nostri occhi.
Urlavano i nostri genitori negli anni ’70 “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, oggi esiste un movimento che si chiama Guerrilla Gardening che vi invita a metterli nelle bombe, ma di argilla. Basta fare una pallina con argilla e terra, riporre all’interno dei semi e lanciarla lì dove non esiste più il verde. Riappropiamoci dei nostri spazi, aiutiamo il mondo senza devastarlo, siamo un po’ tutti un Giovanni Semedimela.
Vi lascio di seguito l’indirizzo di questo movimento se volete maggiori info.
http://www.guerrillagardening.it/

Buona primavera a tutti.

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