La bella Milano: una gita in periferia.


“Che brutta Milano”, ci si fa l’abitudine a sentire la gente sparare a zero sulla città nascosta nella nebbia, “a Milano non ci sono nemmeno i milanesi” , “per non parlare poi della periferia, un agglomerato informe di fabbriche e autostrade”…

Io che poi sono del sud dovrei essere la sua nemica peggiore eppure… eppure io l’ho vista Milano e non sono stata pervasa da un senso di disgusto come m’aspettavo, non ho visto lo squallore e tantomeno ho sentito il “freddo” di cui tanti parlano. Io ho provato solo una grande malinconia nell’apprendere che questa bella Signora è stata dimenticata…

Povera Milano, con il suo grigiore, con le sue strade affollate.

Povera Milano, con la sua gente che vuole andare via.

Povera Milano, con la sue ciminiere, le fabbriche e le acque inquinate.

Povera, povera  bella Milano, ti osservo e diventi mia.

L’inverno è appena passato, l’incanto dei boschi di ghiaccio sta lasciando la scena, tra pochi giorni sarà primavera, e dalla nebbia, riemergono i tesori di una provincia che si stenta a riconoscere. Milano non è solo la città caotica che tutti conosciamo, Milano è prati, campagne e fiumi che rallegrano l’anima, che raccontano storie che noi non abbiamo vissuto, è nella sua periferia che rivela la sua bellezza.

Certo non nego la presenza delle ciminiere, nemmeno vi dirò di non aver visto le fabbriche e le zone devastate dal cemento ma ci sono posti in cui è proprio la presenza di quella rivoluzione industriale che ha dato da mangiare a tante persone, a dar voce al desiderio del riscatto.

Basta guardare questi luoghi con un pò d’amore.

Passeggiando lungo i navigli ci si ritrova immersi nel verde dei boschi, si costeggiano campi di grano, canneti, prati fioriti di pervinche e viole, gli alberi imponenti profumano l’aria frizzantina tipica di questi giorni ed il sole si specchia sulle acque limpide del Ticino.

D’improvviso le ciminiere diventano giganti che raccontano la storia di padri che trovano lavoro, di braccianti, di barcaioli che risalgono le acque di fiumi azzurri per costruire dighe e case. Mi sembra di vederli quei grandi blocchi di marmo rosa che sfilano davanti ai contadini, ai raccolti di grano, ai bambini che corrono nei campi. Mi sembra di sentire il chiacchierio delle donne che parlano del grande Duomo che vogliono costruire con quelle pietre colorate.

Sullo sfondo vedo i ruscelli  che si lanciano nei mulini, il profumo dei panni messi ad asciugare sulle rive del fiume, poco più sopra il riflesso di una bicicletta rossa ed un viso, il mio, che sorride scorgendo “Milano”.

P.s.

Se volete godervi una bella giornata in bicicletta approfittate delle piste ciclabili che costeggiano il Ticino, nelle foto vedete alcuni scorci del percorso che va da Vizzola Ticino (VA) a Robecchetto con induno (MI), 20 km circa di pista ciclabile.
Durante il tragitto incontrate anche alcuni punti di ristoro e aree per fare dei picnic.

Buona passeggiata
Ambra

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3 commenti su “La bella Milano: una gita in periferia.

  1. ….stupendo!!!…mi fai venire la malinconia di aver lasciato quei luoghi che tanto ho girato anch’io !!! 😉
    Mi permetto di suggerire che c’è anche la possibilità di vedere questi luoghi con gli occhi di chi quei navigli li navigava!!!!
    Mirko

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