Da qualche parte del Dodecanneso


Leros, Grecia.

Negli ultimi tempi sento parlare sempre più spesso della Grecia come fosse un peso sull’economia Europea, degli sprechi, dei tumulti, dei politici e di chi se la debba comprare… datela a me “signori cari” se vi pesa così tanto sul groppone

Mi pesava troppo il cuore e allora ho deciso di venire  a controllare che non me la stessero maltrattando troppo. Avevo immaginato di trovare il caos ed invece, al solito, la “mia” isola felice mi ha sorpreso con la sua personale visione della vita.

I fiori ricoprono completamente il suolo colmando quel grigio che mi hanno lasciato dentro i giornali con le loro parole senza anima.

Di solito non recido mai fiori ma in questa situazione mi risulta difficilissimo non cogliere due margherite per giocare con il piccolo bruco verde che temo aver visto solo nei cartoni animati negli ultimi dieci anni.

Evviva si gioca!!!

Improvvisamente il viaggio durato quasi 24 ore per arrivare fin qui non sembra pesare affatto e ho voglia di intrufolarmi nella viette bianche e blu, scoprire tesori nascosti, assaggiare i biscotti appena sfornati dal forno in cima alla salita…si proprio quello lì in alto e bere quel buon caffè che per molti rimarrà un “brodino caldo” ma per me è la ricompensa dopo la lunga camminata.

Mi chiedo se gli anziani ce l’ hanno con noi Italiani, ed eccoli invece a sorriderci e a chiederci se abbiamo bisogno di qualcosa con l’immancabile affermazione “Italiani-Greci, una fazzia una raza!” e poi arriva quella mano sulla spalla che ci fa sentire figli di tutto il paese, come se ci fossero stati tutti ad aspettare dall’ autunno scorso.

Un’ apetta risale a fatica la via del mare portando con se il profumo della pesca del mattino : “kalamarakiiiiiiiii kalamarakiiiiiiiiiii” annuncia un pescatore di circa 70 anni felice come fosse al suo primo giorno di lavoro in giro col papà. Così orgoglioso del suo bottino che non si può resistere al suo richiamo ed ecco che inizio ad urlare in preda all’emozione: “kalamarakiiiiiii kalamarakiiiiiiiii” li voglio tutti io!!!!

Si torna verso casa con la mia bellissima prima spesa greca ma prima devo fermarmi a salutare i più grandi maestri della pita giro per avvisarli che nei prossimi giorni saremo da loro a riempir la pancia.

Oh mamma, il profumo della pita è qualcosa che davvero non posso spiegarvi..

Γεια μας, alla salute, gente, io bevo il mio racomilo fatto dai ragazzi e vi saluto davanti un giros sfrigolante. Ci vediamo nei prossimi giorni io rimango a controllare l’isola. 😉

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Un commento su “Da qualche parte del Dodecanneso

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