No all’olio di palma!


Oggi vorrei parlare di questo terribile killer chiamato OLIO DI PALMA alias OLI VEGETALI si, avete capito bene!
Ma cos’è l’olio di palma e perchè fa male?
Quest’ olio viene ricavato dal frutto della Elaeis guineensis, palma che produce frutti a partire dai 2 anni e mezzo di semina  fino ad oltre i 30 anni di età. L’olio ricavato contiene il 50% di grassi saturi, 47% di acido palmitico e subisce diversi processi chimici prima di arrivare sulle nostre tavole. Detto questo sappiate che l’organizzazione mondiale della sanità afferma che è responsabile di effetti negativi sulla salute ma è anche vero che non sembra più pericoloso dei grassi di origine animale in genere e che,naturalmente, è l’uso eccessivo di questo prodotto che provoca danni al sistema cardiovascolare.
Personalmente la mia scelta di non usarlo viene dalle conseguenze ambientali provocate dalla coltivazione delle palme che poi si ripercuote comunque sulla salute di tutti, anche di chi non assume questo prodotto.
Forse starete pensando che io sia una di quelle ecologiste pallose che non accettano il progresso e che vorrebbero vivere in comunità utopiche o hippie ma vi chiedo di fermarvi a riflettere su alcuni dati che non sono frutto di una mente ottusa e distaccata dalla realtà. Mi rendo conto che il commercio crea posti di lavoro, come mi rendo conto che lo sviluppo di noi “civilizzati” ha dato luogo a scoperte importanti anche in campo medico ma non posso non vedere anche i danni provocati dalle nostre scelte (o non scelte). Parlo di danni irreperabili, danni che potrebbero essere almeno ridotti se solo ci fermassimo a guardare al futuro. Ricordate che quello che oggi non ci tocca da vicino è in realtà una spada sospesa sulle nostre teste che prima o poi ucciderà anche noi. Basta pensare all’ossigeno, non credo di dover spiegare oltre…ma lo farò.
Infatti, le coltivazioni dedicate a queste palme sono le maggiori responsabili della deforestazione in Malaysia ed in Indonesia. La terra coltivata è ricavata dalla foresta e non è più recuperabile a causa dei mal-trattamenti a cui viene sottoposta.
Le foreste naturali assorbono grandi quantità di carbonio, sostiturle con le piantagioni significa aumentare emissione di CO2 di cui è pieno il sottosuolo, non a caso, questa è la terza responsabile di emissione di gas serra dopo Usa e Canada.
Ma se fosse vero, come mai non esistono leggi a riguardo, penserete voi. Ebbene, leggi restrittive esistono ma pensate che le grandi multinazionali, quelle che hanno investito miliardi in questo progetto, le rispettino?
Ci sono progetti assurdi che prevedono di convertire 3 milioni di ettari di foresta del Borneo: ma siamo pazzi?!?!?
La terra viene strappata agli indigeni che in molti casi perdono anche l’accesso alle foreste con la conseguenza che
70000 bambini vengono forzati a lavorare nelle piantaggioni per pochi spicci.
Per accaparrarsi le terre sotto tutela, ogni anno vengono appiccati di proposito incendi su incendi, perdendo il loro habitat stanno scomparendo oranghi, le tigri di Sumatra ed i rinoceronti: morale della favola questa assurda coltivazione è causa dell’83 % di perdita della biodiversità.
83 % è una percentuale enorme!! Certo, sto ***** di olio di palma è dappertutto: dalle merendine alle centrali elettriche, viene impiegato per oggetti di metallo, plastica, gomma, nel tessile, vernice, carta, componenti elettronici, nel sapone, nei detergenti, prodotti di igiene personale, è usato come biodiesel (anche se di bio, viste le premesse, per non parlare del trasporto,non c’è proprio niente) e combustibile per le centrali elettriche.
L’italia, poi, è in primo piano con le sue 40mila tonnellate importate e siamo solo al terzo posto nel panorama europeo.
L’olio di palma è in tutte le bottiglie rosse per friggere, nella pasticceria industriale, nelle margherine, in molti famosi snack sia dolci che salati, nelle patatine e comunque in quelle delle friggitorie (addirittura hanno friggitrici che possono utilizzare solo questo tipo di olio), nella panificazione pronta, cioccolato e surrogato, nelle creme…Alcune marche, dopo varie discussioni, stanno utilizzando solo l’olio munito di certificazione Rspo, ma Green Peace ha dubbi anche su questo cert. che non garantirebbe l’assenza dell’impiego di antiparassitari tossici nelle coltivazioni.
Altri, dopo aver assistito ad una diminuzione nelle vendite, ha deciso di non utilizzarlo più.
Ma ci sono tantissimi grandi colossi dell’industria alimentare che ne fanno largo uso, è presente anche negli omogenizzati per bambini, c’è da dire che tecnicamente parlando, è un olio che permette una più lunga conservazione dei prodotti confezionati qualità che, assieme al basso costo, è sicuramente un punto di forza per le industrie.
Resta comunque vero che esiste la libera informazione ed internet non fa mistero di chi ne fa uso e chi no, ma soprattutto esiste il libero arbitrio, quindi a voi la scelta.
In quanto a me, preferirò sempre prepararmi cibi nettamente più sani di quelli industriali, cibi che fanno bene a me e alle mie tasche e che prima di tutto, hanno il sapore di casa e di tutti quei momenti in famiglia che nessuno potrà mai sintetizzare, modificare e conservare se non nel cuore.
Per oggi è tutto
Ambra

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2 commenti su “No all’olio di palma!

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