La lampada di Aladino: esprimi un desiderio.


Sei piccolo e tutti, personaggi più o meno sconosciuti, ti chiedono, con fare assolutamente naturale, come
se fosse la domanda più semplice della storia: “Cosa vuoi fare da grande?”
Sei piccolo e ti ritrovi a dare una risposta decisa senza riflettere se quell’estraneo abbia o meno il diritto di
porti una domanda tanto personale, perchè quando sei bambino, non c’è niente di personale, anzi…
Io mi ricordo con quanta frequenza mi venisse posto questo interrogativo così come ricordo con quanto entusiasmo io cambiassi regolarmente la mia risposta certa di ciò che volessi “davvero”.

Volevo essere un pompiere, uno scienziato, un’astronauta, una pittrice, una scrittrice, un’archeologo…una motococlista! Si, perchè a quell’età quella domanda risuonava più come : “cosa ti renderebbe felice?”
Il tempo passa e quel bambino continua ad entusiasmarsi per tutto ciò che scopre poter fare quando
sarà GRANDE, quando arriva all’adolescenza e ci si inizia a rendere conto che non si può fare proprio
tutto- tutto.

Bisogna  che ci si indirizzi verso un mestiere, perchè è necessario studiare per diventare qualcuno e non sempre si nasce nella famiglia barra nazione barra momento giusto per fare ciò che si vuole.
Nessun dramma, in effetti, quasi sempre si finisce a seguire l’amico più stretto : “quello che va
bene a lui, andrà bene anche per me
Gli adulti ci chiedono ancora cosa vogliamo fare da grandi, ma questa volta i toni sono meno amichevoli. Chissà come mai sembrano essere tutti un pò preoccupati quasi ci fosse fretta…
Ancora una volta quella domanda sembra lecita, un pò fastidiosa forse, ma lecita.
C’è ancora tutta la vita davanti a noi per scegliere, niente fretta così la risposta inizia ad essere più sfumata, non più un mestiere al centro delle nostre risposte, ma un quadro che mira a soddisfare le nostre necessità di quasi adulti.

Voglio girare il mondo, conoscere le culture diverse, la gente e vedere dove mi porta il vento
Si, il vento! Perchè a 18 anni, si è impossessati dalla poesia della vita, dall’avventura, dall’amore.
Andrò a vivere da sola e farò tutto il possibile per essere indipendente, il lavoro non sarà un problema!
E allora si parte ed il mondo sembra essere infinito, un posto pieno di occasioni da afferrare. Si conoscono mille persone ci si scambiano pensieri, consigli, confidenze e tra una birra e l’altra  ritorna quella domanda

“Cosa vorresti fare?”

In qualche modo, un interrogativo che chiunque poteva porci prima, diventa un approfondimento tra buoni amici, una confidenza personale che cerca di farci sentire più vicini. E allora giù di voli pindarici,  sensazioni contrastanti, necessità di rendersi unici, perchè  “da grandi” non è più così lontano e dove stiamo andando è  una meta molto meno distante.
Ci si rende conto che non c’è più tempo per fare l’archeologo, il pittore, l’astronauta… in qualche modo abbiamo fatto le nostre scelte e la maggior parte delle volte nemmeno consapevolmente.

Che sia per amore, per una pausa di riflessione o per un treno che sembrava importante non farsi scappare, ci si ritrova ad esserci fermati in questo posto e siamo diventati grandi.
Ho 33 anni, ho girato il mondo, incontrato gente e mi sono bevuta la famosa birra  al chiaro di mille lune piene di parole e speranze, ho 33 anni e nessuno più mi chiede cosa voglio fare da grande.
Non mi ero resa conto di quanto mi pesasse questo lungo silenzio fino a quando qualcuno non si è fatto avanti con aria interrogativa, è stato allora che ho capito a quanto si rinuncia crescendo.
Perchè si arriva ad un punto in cui non ci si aspetta più niente, si va avanti semplicemente, cercando di rimanere a galla. Di tanto in tanto ci si ritrova a fantasticare ad una vincita all’enalotto, ma i sogni difficilmente scrivono le loro storie dietro una montagna di soldi e allora l’unico desiderio che viene fuori è “smetto di lavorare e me ne vado !”
Forse è colpa della società, del mondo moderno che ci etichetta e vincola in territori non propriamente nostri, forse il mondo del lavoro è diventato ostile alle passioni e non è più grande di uno sgabuzzino ma forse è anche un pò colpa nostra che decidiamo di credere che sia troppo tardi.
Con l’aiuto di internet ho provato a domandare ad un gruppo di persone che desiderio avrebbero espresso davanti la famosa lampada di Aladino, sicura che sarebbe stato motivo di scherno, qualcuno avrebbe fatto delle battute, altri si sarebbero presi il tempo di pensarci forse ed infinine ci  sarebbe stata qualche risposta ben approntata ma incredibilmente…è stato quasi il silenzio.

Chi ha deciso di rispondere ha menzionato il desiderio di essere felice, libero dal giudizio degl altri, mio marito addirittura vorrebbe emigrare su Saturno (spero includesse la mia presenza), qualcuno, interpellato di persona, ha parlato della famiglia e del desiderio di ripercorrere i passi della propria, ma il resto?
Certo è possibile che le persone abbiano ben altro da fare che rispondere alle mie domande assurde nel bel mezzo della settimana lavorativa e sicuramente buona parte delle assenze le posso interpretare in questo senso, ma è possibile che io abbia toccato un discorso meno banale di quello che all’apparenza poteva essere solo una domanda per bambini?
Che questo sia effettivamente diventato un argomento tabù?
E poi penso a chi tra i miei amici non ha risposto pur essendo impegnati nella realizzazione di grandi imprese e mi vedo in dovere di tradurre la loro “assenza” nell’assoluta inconsapevolezza di essere loro stessi la lampada di Aladino. Perchè ci sono persone che non si sentono mai all’altezza ma che sono più in alto di quanto non sappiano, persone che fanno del loro meglio e conducono le loro vite per mano senza trascinarsi. Forse il peso dei propri passi ci mette in una condizione di disorientamento, forse alle volte non ci si rende conto di quanta strada si ha percorso.

Forse ad alcuni di noi, il futuro sembra un’inevitabile conseguenza dell’oggi ed è per questo che vi invito a tornare a qualche anno fa, a quando qualcuno di sconosciuto vi chiedeva chi avreste voluto essere e a rispondere con la stessa euforia di allora per vedere l’effeto che fa.

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4 commenti su “La lampada di Aladino: esprimi un desiderio.

  1. ..credo che la stragrande maggioranza della nostra vita dipenda dalla nostra volontà, quindi la costruiamo NOI. Il destino c’è, ma tante volte credo lo si usi come “alibi” per coprire pigrizia/titubanza. Detto questo, difficile esprimere un unico desiderio…sicuramente non smettere mai di evolvere, ascoltare ed imparare, essere sempre curiosa e avere passioni, mettere me stessa a disposizione di chi ha bisogno, avere grande serenità mentale e riuscire a trasmetterla. L’ultimo è il piu’ difficile…ma ci provo

  2. Ambruccia…per me da piccola avevo immaginato qualcosa di diverso…..ma piano piano con la tenacia e la forza che ho trovato dentro di me…penso di aver trovto la strada giusta…..il mio desiderio è sempre stato quello di poter aiutare le persone più deboli ed in difficoltà…..ed è quello che faccio ogni giorno……che mi da gioia e voglia di vivere….e vorrei poter continuare finchè ne avrò l’opportunità!!!

  3. Bellissimo articolo…beh vi sembrera’ banale ma io da piccola quando mi ponevano questa domanda..alzavo il naso su verso il cielo e rispondevo: e’ li che voglio stare!!! Solo xon la caparbieta’ ci sono riuscita e credo che sia la cosa piu bella poter fare cio che si desidera…senza forzature!!amo cio che faccio x quanto duro e massacrante possa essere il mio lavoro…e oggi che sono madre se potessi chiedere un desiderio alla lampada, chiederei la stessa fortuna per il mio bambino!!!buona giornata a tutti!!

  4. Quale sarebbe il mio sogno?… Partendo dal presupposto che tutti vorremmo la serenità e la salute per noi e per i nostri cari.. E che tutto sommato ce l’abbiamo già visto che siamo nati tutti nella parte giusta del mondo e che le sofferenze vissute fino ad oggi ci hanno reso le amabili persone che siamo..penso che il mio sogno potrebbe essere avere la sicurezza che le scelte che quotidianamente la vita mi porta a fare siano quelle giuste.non c’è nulla di più angosciante che vivere nel dubbio, alla fine siamo tutti artefici del nostro destino! Ed il mio desiderio ha esclusivamente bisogno della mia forza di volontà. Perché cmq andrà il nostro destino alla fine della nostra vita tirando le somme ci sarà sempre qualcosa di cui non saremo soddisfatti..quindi a volte e’ meglio non fermarsi a pensare troppo adesso perché il momento di riflessione arriverà per tutti poi. I desideri più grandi li abbiamo noi che nella vita abbiamo avuto quasi tutto, mentre i desideri più semplici che noi diamo per scontato sono quelli più importanti e significativi.. E che fanno veramente la differenza nella vita di una persona..forse dobbiamo cercare di desiderare meno e capire di più! 🙂

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