Due passi (si fa per dire) a Bordeaux


La decisione di andare a Bordeaux è stata un po’ per caso. Volevo rimanere nei paraggi per fare una passeggiata con mia sorella. Londra, Parigi, Praga, Barcellona sono città bellissime ma viste e riviste, il Nord troppo freddo nel mese di Marzo, per la Grecia aspetto il mese di Aprile, quando i prati sono in fiore e quindi non mi rimaneva che spulciare la cartina alla ricerca di qualche piccola città da scoprire senza stress. Emerge così il nome di Bordeaux che a quanto pare viene citata solo per il vino. Mi dico “bene, vorrà dire che se il tempo non sarà clemente ci daremo all’alcol” così prendo i biglietti che con mio grande stupore scopro essere economicissimi, prenoto una camera tramite Airbnb e mi metto alla ricerca di una guida della città. Tragedia: non esiste una guida specifica della città, mi chiedo come mai e la risposta è che a Bordeaux ci si va solo per il vino!!! Sarà, decido di chiedere a qualche amico viaggiatore ma a quanto pare nessuno ci è stato e ancora peggio tutti mi iniziano a chiedere: “ma che ci vai a fare a Bordeaux?”

“Vado a vedere perché nessuno ci va!!!!!”

Eccoci al dunque, sono appena tornata da Bordeaux con una domanda fissa nella testa: “ma perché nessuno va a Bordeaux?”

Vista da tour Pey Berland

Bordeaux è una città meravigliosa attraversata dalla Garonna nelle cui acque si specchia il centro storico riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2007 -se ne sono accorti presto anche loro!-

Viene denominata la bella addormentata forse perché ricorda davvero il mondo delle fiabe dove il tempo ha deciso di aver clemenza. Nonostante la sua storia non ha rinunciato alla tecnologia e questo è uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente. Non mi sono trovata davanti ad una città decadente e sporca come spesso accade quando il turismo mette le mani su una località, anzi… La bella addormentata è una dama profumata ed imbellettata, con i suoi merletti, i fiori, le porte in ferro e legno colorato. Su ogni finestra, sotto un balconcino, sopra un portone c’è di sovente un antico guardiano che veglia sui Bordolesi. Ho visto divinità greche, angeli e gargoyle fare capolino dagli edifici più disparati e telecamere, occhi indiscreti che  assicuravano la permanenza di quella moltitudine di gente gentile che trattava la città con estremo rispetto.

Bordeaux è l’esempio più riuscito della convivenza tra storia e tecnologia, una città attenta all’ecologia come non ne ho mai viste prima. A disposizione di tutti ci sono biciclette da affittare, colonnine per ricaricare le auto elettriche, dispenser gratuiti di sacchetti per la raccolta degli escrementi degli animali e bagni pubblici igienizzati (sempre a gratis!), cartelli che spiegano la flora e la fauna della regione, bidoni dell’immondizia ovunque e sempre svuotati -si, sembra che sia utile svuotarli quotidianamente, chi l’avrebbe mai pensato!- e addirittura, collocate nei parchi pubblici o in zone di relax vicino ai monumenti, si trovano delle casette in legno che mettono a disposizione libri di seconda mano sempre gratuitamente.

Due italiani avvistati in giro a testimonianza della poca notorietà della città, molti spagnoli , fate conto che San Sebastian dista 240 Km da Bordeaux (Bilbao 338Km qualora fosse interessati), la maggior parte delle persone erano francesi e quasi tutti giravano in bici, in skate o in pattini, tant’è che la strada è tutta  pista ciclabile, tanti ma proprio tanti tanti, tanto da aver vergogna ( scusatemi tanto per l’abuso del “tanto”) erano in giro a far jogging alla faccia nostra, delle galette, i croque monsieur e della baguette sotto l’ascella 🙂

galette salmone e panne freche

galette salmone e panne freche

 

Nonostante l’assurda quantità di Brasserie e ristoranti di ogni etnia devo però ammettere di aver avuto seria difficoltà a mangiare la vera cucina locale, vi avviso qui lo sport nazionale e strafogarsi di canard, che non è il canarino, come mia sorella cercava di convincermi, ma anatra e per me le anatre stanno bene solo nei laghetti 🙂

IMG_1867

 

A parte questo ed il fatto che i ristoranti sembravano svanire nel nulla alle ore di estrema fame ( misteri di Bordeaux) direi che è stata una grande scoperta. Armatevi di scarpe comode e curiosità, Bordeaux vi rapirà il cuore 🙂

Vi lascio con una carrellata di foto e qualche info utile, fidatevi e partiteeeeeeeeeeeee!!!!!

Come arrivare: Dall’aeroporto di Mérignac ci sono diversi mezzi che vi portano in centro, noi abbiamo scelto il bus che parte proprio fuori dagli arrivi e costa circa 2 euro, ce n’è uno ogni 15 minuti. La direzione per il centro storico è Quinconces che corrisponde all’ultima fermata proprio accanto alla piazza, una delle più grandi d’Europa.

Quanti giorni: se volete fare una passeggiata vi basteranno 2 notti per visitare il centro, altrimenti almeno 3 se volete fare anche una degustazione vini visitando le varie cantine collocate nelle campagne.

Costi: se come noi deciderete di dormire presso un bordolese, i prezzi sono variabili, noi ci siamo sistemate con circa 40 Euro a notte.

Il biglietto per visitare Pey Berland costa 5.50 e tanta fatica, sono 231 gradini da salire ma ne varrà la pena, la vista è spettacolare! Per il resto molti siti non si pagano o comunque i costi si aggirano attorno i 6 euro!

Purtroppo non sono andata a vedere la costa che so essere molto bella e famosa per le dune, se qualcuno di voi ci è già andato, resto in attesa…ora tocca a voi!

Ambra

 

 

 

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18 commenti su “Due passi (si fa per dire) a Bordeaux

  1. tu mi tenti e io cedo!!! sono andata a vedere i voli per il mese di giugno 🙂
    che piacevole scoperta, mi incantano le immagini, io che ho una FORTE debolezza per la Francia. grazie per i reportage 🙂
    bentornata.
    Sally

  2. Anche io concordo, reportage molto bello e stimolante. Ho viaggiato in alcune parti della Francia ma Boredaux mi manca e magari ci faccio un pensierino per questa estate.
    Grazie Ambra

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