A volte ritorno…recupero di saponi, candele e soldi (forse) . Titolo alternativo o sottotitolo: articolo ad minchiam!


Si lo so, è da una vita che non scrivo ma giuro che sono stata molto produttiva in realtà e quanto prima raccoglierò tutti i momenti salienti e li “vomiterò” sul web per la gioia di chi aveva\ha il tempo di gironzolare tra le mie parole 😉

Ricomincio da qui, con assoluta nonchalance mentre fumo una sigaretta senza fumo che suggerisce il rumore di una caffettiera al mio orecchio anzichè ricordare il tip tap felice di una cartina infuocata… Si, ho smesso di fumare e no, sono solo 4 giorni ma finchè dura farò finta funzioni.

Marca sigaretta elettronica Logic Pro, di fattura giapponese, costo € 19,00  , ricarica da 3 boccette già pronte €7,50. Al momento aromi trovati: tabacco, vaniglia e menta, questi ultimi da 6 mg nicotina. Funziona? Per ora si. Farà male: po’ esse’ ma considerando che compravo un pacchetto di sigarette al giorno al prezzo esagerato di € 4,60  e che adesso ne spendo circa 2,50 ogni 4 giorni posso affermare con certezza matematica che faceva più male il tabacco!

Superata, converrete con me, con estrema grazia l’introduzione al mio ritorno, passiamo al titolo: A volte ritorno. Se siete a corto di libri e volete farvi due risate serie, allora dovete assolutamente leggere ” A volte ritorno” di John Niven edito da Einaudi. Libro carinissimo che parla di un Dio “rilassato”  e suo figlio musicista alle prese con i tempi moderni dopo una breve vacanza durata (per noi) giusto il tempo di mandare tutto al Diavolo… Fatemi sapere che ne pensate e già che ci siete, se avete letto qualcosa di carino sentitevi liberi di condividerlo, sono leggermente impantanata in libri storici e di tanto in tanto una lettura leggera ci sta di brutto.

Saponi Qui mi è partito l’embolo al punto da mettermi a far foto ripromettendomi di scrivere tutto sul blog.

 

 

Se cercate sul web come ottenere nuovi saponi da vecchie saponette vedrete da voi che i risultati sono praticamente una sfilza di copia ed incolla. Ci sono riviste on line rinomate, blogger e i più conosciuti siti “green” che riportandole stesse identiche parole, nello stesso ordine, con gli stessi “attenzione”, “consiglio utile” e chi più ne ha più ne metta. Alla decima “rilettura” del procedimento, mi decido (più per sfinimento che per convinzione) che se tutti ripetono la stessa cosa, quello deve essere il procedimento da seguire. Ora non sto a raccontarvi tutto il procedimento ma al fine di potervi dare la possibilità di dirmi dove ho sbagliato faccio un sunto: grattugia il sapone, cuoci a bagnomaria, mescola, versa in stampini e lascia raffreddare.

Davvero?!?!?! Punto uno: grattugialo tu il sapone e poi vienimelo a raccontare. C’è da dire che come lavaggio nasale non ha eguali ma soffiare bolle di sapone dal naso non era trai miei programmi…

Punto due: quasi tutti affermano che in un’ora e mezza, due al massimo, il sapone sarà sciolto: davvero? Guardate la seconda foto, è stata scattata dopo 40 minuti, la terza e la quarta passate le 3 ore. Alla quarta ora ho deciso che il sapone stava costando un posto al fresco ad un orso polare e probabilmente anche a me vista la bolletta del gas ed ho spento la fiamma.

Potreste dire che però alla fine il sapone era sciolto…No. Ho dovuto aggiungere due bicchieri di acqua in 300 grammi sapone ed il risultato era una schifezza grumosa. Comunque non ho desistito ed ho versato il tutto nelle formine, le ho fatte riposare sotto le coperte come consigliato e due giorni dopo le ho dovute tagliare perché dalle formine non volevano uscire. Il risultato lo vedete da voi. La domanda è: perché ricopiare la ricetta di qualcuno senza controllarne l’esattezza? Non è la prima volta che seguo le indicazioni trovate sul web per poi scoprire che il risultato non solo è deludente ma in alcuni casi nocivo. Un esempio? Avevo molti melograni e volevo fare uno shampoo, trovai diversi siti in cui dicevano di frullarlo e applicarlo sui capelli in aggiunta ad altri ingredienti che naturalmente misi. Lo spacciavano per un ottimo nutriente per i capelli. Il risultato? Non essendo stato filtrato (nessuno lo diceva), i capelli sono diventati un unico dread stopposo che ho dovuto districare con un flacone di balsamo e tante parolacce 😉

Naturalmente chiedo a chi di voi realizza davvero saponette partendo dagli avanzi di spiegarmi l’arcano mistero.

Per questa sera mi fermo qui, ma è solo la prima parte.

Grazie a chi non mi ha lasciata parlar da sola (pare brutto) e ci sentiamo presto genteeeee.

To be continued…

 

 

 

 

 

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2 commenti su “A volte ritorno…recupero di saponi, candele e soldi (forse) . Titolo alternativo o sottotitolo: articolo ad minchiam!

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