Germanwings… un pensiero per voi.

Rimango senza parole, senza parole dico, nell’ascoltare quanta speculazione si stia facendo nel cercare di avere la prima parola, nel volere essere a tutti i costi “quelli che hanno lo scoop”, perché attendere la verifica delle fonti sembra non andare più di moda. Allora giù con foto dell’equipaggio coinvolto e chi se ne frega se quell’equipaggio indossa la divisa di un’altra compagnia, la gente ci crederà e metterà tanti bei “mi piace”, è questo ciò che importa. Poi arrivano le prime notizie delle vittime: 40-70-30, no no 90 e bingo!!! qualcuno finalmente si preoccupa di avere la lista passeggeri, unico documento capace di riportare la verità, ma era troppo sbattimento evidentemente procurarsela. E accidenti se hanno fretta questi giornalisti. “L’aereo è tutto intero” poi vedi le prime riprese e insomma…non voglio andare oltre. L’unica notizia che conta è che un aereo, esattamente lo stesso sul quale lavoro tutti i giorni, ha smesso di volare… l’unica cosa che conta è che quell’aereo giace tra le montagne con tutti i suoi viaggiatori, con i miei colleghi, facce che possibilmente ho già incontrato tra un volo e l’altro, assonnate, sorridenti, stanche, sognatrici…facce di persone che hanno storie e famiglie e non sono solo “l’equipaggio”, come viene superficialmente definito. Sono tre giorni che cerco di scrivere due righe, ma volevo evitare di commettere anche io lo stesso errore di avere fretta di emetter sentenza e anche oggi, quando sembra non esserci dubbio sulla natura di questa tragedia, quando qualcuno (posso già sentirlo) si permetterà di dire che è tutta colpa di una procedura, mi limiterò a dire che sono profondamente addolorata per tutte le vittime e per i loro cari perché prima di ogni cosa siamo essere umani, lo siamo tutti a dispetto dell’età, delle storie personali, della fortuna, della mala sorte o del ruolo che si ricopre nella società.

Il mio pensiero va a voi

Jeko

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