Candele, inciampi, farneticazioni. Sottotitolo: in qualche modo è la seconda parte.

Dice che bisogna scrivere un titolo chiaro affinché si ottenga la giusta attenzione del pubblico, ma io nutro un amore spassionato per i fuori tema, ragion per cui finirei per passare per quelli dei titoli sensazionali, avete presente? Ultimamente, specie su FB ce ne sono a strafottere: “NON PUOI IMMAGINARE QUELLO CHE HANNO SCOPERTO”, oppure” SEMBRAVA SOLO UN POMODORO MA QUANDO LO HANNO APERTO…” ed il mio preferito in assoluto ” TUTTI NE PARLANO…” e tutti giù a cliccare, curiosi come gatti anche se sappiamo perfettamente che si tratta sempre e solo di articoli ESTIQAATSI!*

*Per chi non fosse pratico, digitate su youtube la parola e fatevi due risate.

Lo dico solo per non essere presa a parole, se dal titolo non si evince il contenuto dell’articolo è semplicemente perché in esso si rispecchia esattamente il mio attuale stato mentale: il caos!

Ora che abbiamo chiarito tutto possiamo iniziare 🙂

Sono in penombra sopra un divano letto e se ci fosse spazio mi ci rifugerei sotto come ha saggiamente fatto il gatto. (Ricordate Suppli? Ha 10 anni, qualche vita in meno ma sta “una crema” e sfoggia orgoglioso i sui 8 kg di felicità in giro per il mondo)

Vengo da due mesi di traslochi nel trasloco e non ho ancora finito (di ‘sto passo non finirò mai) il tutto nel pieno del caotico periodo pre – post e post – post Natalizio che per me sembra concludersi oggi, 21 Gennaio. Nel dubbio mi sono rinchiusa in una camera, in penombra appunto, nella speranza che nessuno decida di venire a controllare io sia ancora viva, in tal caso mi fingerò morta come Scrat dell’Era Glaciale.

Il mio trasloco è una storia romantica o un incubo, a seconda di chi sia l’ascoltatore, che mi vede (in realtà è coinvolta una moltitudine di persone) in continuo movimento tra vari paesi. In Italia in particolare, il mio più che un vagabondare è un rimbalzare da Nord a Sud e viceversa, per non lasciarmi indietro gli amici.  Ecco perché oggi mi ritrovate qui, perché nel dubbio, questo è l’unico indirizzo sicuro che ho.

Torno qui dopo qualche anno di assenza, un po’ spaesata ed emozionata nel ritrovar un angolo tutto mio ma di condivisione.

Accendo una candela e già che ero venuta per questo vi spiego come farne da voi.

Candele

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Occorrente

  • pentolini possibilmente vecchi
  • cucchiaio di legno
  • candele usate
  • stoppini nuovi o cotone (se li fate voi avete bisogno anche di carta stagnola e colla)
  • vasetti di vetro, ceramica o comuque recipienti resistenti al calore
  • bastoncini di legno o mollette per tenere fermo lo stoppino
  • extra aromi, spezie…

Se in casa avete varie candele usate e non sapete cosa farne, prendetele e raggruppatele per colore, anche di tonalità diverse. Su internet troverete (praticamente tutti) chi vi consiglia di riporle 15 minuti in freezer prima di romperle con un martello per facilitarvi…l’ho fatto anche io e non è servito a nulla! Quindi, prendete un bel tagliere o qualcosa di simile, munitevi di martello e scalpello (un cacciavite a punta piatta andrà benissimo ) e iniziate a dar giù botte fin quando non avrete sbriciolato tutte le candele a disposizione. Se è una giornata NO trarrete particolare beneficio da questa pratica 😉

Se vi sentite particolarmente molesti coinvolgete tutti quelli che vi circondano come ho fatto in questa foto :p

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Levate i vecchi stoppini in questa fase.

A questo punto prendete un pentolino vecchio (anche più di uno se avete molte candele) e mettetelo a bagnomaria in una pentola grande che lascerete sulla fiamma per tutto il tempo.

Iniziate a sciogliete le candele nel pentolino ( se utilizzate un solo pentolino, sciogliete prima quelle più chiare cosicché non si sporchino con la cera colorata o comunque più scura). Mescolate con un cucchiaio di legno di tanto in tanto.

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Nel frattempo se non avete degli stoppini nuovi potete farne in casa utilizzando dello spago da cucina oppure del cotone. Io avevo gli stoppini delle fiaccole da giardino, da cui ho ricavato vari fili che poi ho intrecciato. Gli stoppini dovranno essere più lunghi del vasetto in cui realizzerete la candela. Prendete il vostro stoppino  e fate un nodino in una delle estremità lasciando libero circa un cm di filo. Immergete tutto lo stoppino nella cera sciolta per farlo ricoprire completamente, stendetelo su della carta stagnola per farlo asciugare (impiegherà circa un minuto a seccarsi). Ripetete il passaggio un’ altra volta. Con la carte stagnola ritagliate dei quadrati di 5 cm circa, piegate di 45 gradi l’estremità dello stoppino dove avete fatto il nodo e avvolgetelo nella stagnola formando una pallina che poi schiaccerete in modo da ottenere una base piatta. A questo punto incollate lo stoppino sul fondo del vasetto (nel centro) con colla a caldo o una colla forte.

 

Con l’ausilio di una molletta o semplicemente di un bastoncino, avvolgete l’estremità superiore delle stoppini fino a tenderla nel centro del vasetto e bloccate.

Siete pronti per versarvi la cera e fare la vostra candela.

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Attendere 24 ore prima di tagliare lo stoppino in eccesso.

CONSIGLI UTILI

Potete aromatizzare le candele versando nella cera sciolta aromi vari come le essenze, oli profumati, le spezie, possono essere utili gli stessi campioncini dei profumi. Io ho usato vecchie tisane, alcune spezie come i chiodi di garofano e l’anice stellato per decorarle e profumarle allo stesso tempo, vanno bene anche scorzette degli agrumi, foglie…

Quando versate la cera fatelo in più volte avendo cura che gli strati si asciughino tra un passaggio e l’altro in quanto la cera asciugandosi crea un avvallamento al centro anche di alcuni cm. In caso questo accada comunque, potete aggiungere qualche goccia di cera il giorno dopo.

Se volete creare candele di diversi colori basterà colare la cera in diversi momenti in modo che asciughi il primo strato prima di versare un nuovo colore. Potete anche mescolarli tra loro per creare diversi effetti ma non sempre il risultato è dei migliori.

NB se siete un po’ pasticcioni come me, rivestite il piano cottura con la carta stagnola per proteggerlo da eventuali gocce di cera, stessa cosa per il piano dove farete le candele 😉

 

 

Bene, sono trascorse 3 ore di assoluta pace, se avete fatto le candele adesso sarete alle prese con la cera nelle pentole e ve ne occorreranno altre 3… va bene ve lo dico, basta scaldare l’acqua e rimuovere la cera con carta da cucina 😛

Grazie della compagnia, ci sentiamo presto, ora tocca preparare la valigia, tra due giorni rimbalzo al Nord 🙂

Buona serata amici!

 

 

 

 

 

 

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A volte ritorno…recupero di saponi, candele e soldi (forse) . Titolo alternativo o sottotitolo: articolo ad minchiam!

Si lo so, è da una vita che non scrivo ma giuro che sono stata molto produttiva in realtà e quanto prima raccoglierò tutti i momenti salienti e li “vomiterò” sul web per la gioia di chi aveva\ha il tempo di gironzolare tra le mie parole 😉

Ricomincio da qui, con assoluta nonchalance mentre fumo una sigaretta senza fumo che suggerisce il rumore di una caffettiera al mio orecchio anzichè ricordare il tip tap felice di una cartina infuocata… Si, ho smesso di fumare e no, sono solo 4 giorni ma finchè dura farò finta funzioni.

Marca sigaretta elettronica Logic Pro, di fattura giapponese, costo € 19,00  , ricarica da 3 boccette già pronte €7,50. Al momento aromi trovati: tabacco, vaniglia e menta, questi ultimi da 6 mg nicotina. Funziona? Per ora si. Farà male: po’ esse’ ma considerando che compravo un pacchetto di sigarette al giorno al prezzo esagerato di € 4,60  e che adesso ne spendo circa 2,50 ogni 4 giorni posso affermare con certezza matematica che faceva più male il tabacco!

Superata, converrete con me, con estrema grazia l’introduzione al mio ritorno, passiamo al titolo: A volte ritorno. Se siete a corto di libri e volete farvi due risate serie, allora dovete assolutamente leggere ” A volte ritorno” di John Niven edito da Einaudi. Libro carinissimo che parla di un Dio “rilassato”  e suo figlio musicista alle prese con i tempi moderni dopo una breve vacanza durata (per noi) giusto il tempo di mandare tutto al Diavolo… Fatemi sapere che ne pensate e già che ci siete, se avete letto qualcosa di carino sentitevi liberi di condividerlo, sono leggermente impantanata in libri storici e di tanto in tanto una lettura leggera ci sta di brutto.

Saponi Qui mi è partito l’embolo al punto da mettermi a far foto ripromettendomi di scrivere tutto sul blog. Continua a leggere