Una favola prima del nuovo anno

pensieri

Ero in aereo, quando la presenza esagerata di riviste “rivelatrici” mi ha portato alla mente che il nuovo anno arriva a braccetto con oroscopi premonitori dai quali “non si potrà scappare”…

Al solo pensiero di vedere sul volto dei miei amici l’angoscia di un simile fardello rabbrividisco. Sia ben chiaro che non mi reputo superiore alle stelle ma trovo profondamente triste che le persone lascino che il proprio cammino venga interrotto dalla possibilità che il cielo gli si metta contro: povero cielo!

Un maestro* disse: ” Gli astri non provano alcuna consapevole benevolenza o animosità: si limitano ad emettere radazioni positive o negative….queste non aiutano nè danneggiano l’umanità, ma fungono da leggittimo strumento…Un bimbo nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti sono in armonia matematica con il suo karma individuale. Il suo oroscopo è un ritratto che gli lancia una sfida, rivelando il suo passato e i suoi probabili esiti futuri… Il messaggio proclamato arditamente nei cieli al momento della nascita non è volto a mettere in primo piano il destino, bensì a spronare la volontà umana a sottrarsi a una tale soggezione universale. Ciò che l’uomo ha fatto, egli stesso può disfarlo.”

L’uomo può superare ogni limitazione proprio perchè egli stesso l’ha creata con le proprie azioni.

“L’anima è perennemente libera; è immortale in quanto mai nata. Non può essere disciplinata dalle stelle”, ma se ti rivolgerai a loro sinceramente e chiaramente esse ti ascolteranno. (*Tratto dal libro  “Autobiografia di uno yogi”)

 

Con queste parole impresse nella mente vi racconto una favola nella speranza che possiate tutti realizzarvi e trovare la felicità perchè in fondo basta sapere cosa cercare.

“…con gli occhi semichiusi sulla realtà Lima continua a sognare. Una luna di luce purpurea le sfiora il volto assopito. Lima percepisce la vita con l’intensità della notte, il suo respiro racconta di fate in cerca dell’amore, le sue parole sono piccoli baci alla base del collo.

Si dice che venga da paesi lontani ma in lei è racchiuso tutto il mondo, anche la terra mai calpestata. Eterea come solo le nuvole sanno, Lima sorvola la pesantezza dell’essere mortale diventando ogni giorno più inafferrabile, troppo fragile per essere anche solo sfiorata.

Di fronte la sua finestra cresce una quercia e in ogni ghianda si cela un sogno, quello che Lima gli racconta appena si desta, quando  il mattino sorprende lo sguardo di Rugiada, solo un istante prima che Artemide si innamori…

Lui, sotto quell’albero ci trascorre la notte in cerca di risposte che mai potrà avere, ma vive per quelle domande e non può fare a meno di vegliare il sonno di Lima, pur non sapendo ancora della sua esistenza.

Sono già trascorsi sette giorni, nove ore e 26, 27, 28, 29… secondi da quando è passato per la prima volta per quella strada… Era un giorno come tanti, quando a forza di sorridere non ci si ricorda più cosa davvero ci renda felici.

Il sole si adagiava lento sulla curva dell’orizzonte e Mark, questo il suo nome, vagava, al solito, senza meta. La terra sotto i suoi passi, si sollevava fondendosi alle spighe di grano che, di tanto in tanto, si univano alla danza del vento… Mark pensava. A guardarlo, non appariva diverso da molti altri suoi coetanei: confuso, indeciso, uno di quelli che sceglie il male minore…se proprio deve scegliere, a dirla tutta, uno che da scegliere non aveva poi niente, eppure, quel giorno Mark scorse in sé qualcuno di ben diverso…

Lui, che non sapeva volare, alzando gli occhi al cielo, vide lungo la strada, arroccata come un castello su una piccola collina d’argento (era arrivata la notte) , una quercia. Se ne stava lì, maestosa, prona, quasi fosse addormentata, sul davanzale di una finestra imperlata di rugiada. Era un’immagine divina, la più singolare che avesse mai sorpreso i suoi occhi e per la prima volta  Mark ebbe una meta.

Per mano allo stupore raggiunse l’imponente albero, lo abbracciò con tutta la gratitudine che aveva nel cuore lasciandosi scivolare ai suoi piedi.

Fu quella la notte in cui  la quercia gli diede in dono la prima ghianda e Mark si sentì finalmente felice… <Ma perché?>

La quercia sorrise, poi, si rivolse nuovamente alla finestra e lentamente si addormentò.

 

Quante stelle separano la notte dal tramonto non saprei dire, fatto sta che Mark iniziò ad aprir gli occhi. Le gambe se ne stavano rannicchiate tra le radici della quercia, la schiena era adagiata sul suo tronco quasi a farne l’uno il supporto dell’altro. La testa rivolta al cielo lasciava che il suo sguardo si perdesse tra le fronde verde scuro di quell’amico silenzioso eppur tanto loquace.

 Più in alto, l’ombra di una foglia giocava con i primi raggi della luna che tentava di ghermirla.

Un pipistrello a testa in giù assisteva divertito a questa scena. I suoi occhi neri si muovevano veloci a destra e poi a sinistra alla ricerca di quell’ombra che sembrava essere così felice…

Ad un tratto un barlume lo investe,ed è proprio in quel mentre che Mark lo vede.

Un po’ impaurito ritrae il capo ma il pipistrello fa per copiarlo.

<Anche tu sei un esploratore?>

<Cosa?> risponde Mark incredulo di star realmente parlando ad un pipistrello.<Esploratore io?>

<Certo! Cos’altro saresti venuto a fare altrimenti?! Sono giorni che ti osservo. Curioso però il tuo modo di cercare!>

Mark lo guarda smarrito.

<E cosa starei cercando?>

<È proprio questo che dovresti capire.> Fa il pipistrello divertito.

<Tutti siamo alla ricerca del motivo della ricerca stessa. Cos’altro sennò! >

Mark continua a non capire.

<Ma io non sto cercando proprio un bel niente e tu mi stai disturbando!> Gli dice irritato dell’interruzione di quel silenzio in cui era avvolto da tempo.

<Accidenti! Scusami allora.>

Il pipistrello inizia a ciondolarsi sotto il suo ramo. Destra,sinistra,destra, sinistra,destra…

<Però…però… allora che stai facendo ai piedi di questa quercia? Cosa aspetti a fare qualcosa?>

Mark lo osserva, strizza un po’ gli occhi. Esattamente non sa nemmeno lui cosa stia facendo ancora sotto quell’albero  anche se a malincuore risponde: <Allora penso che me ne andrò!>

<Oh no! Sarebbe un peccato!>

Mark confuso fa per alzarsi ma qualcosa lo trattiene.

Allora si volta verso il pipistrello in cerca di qualche spiegazione e lui pronto ricomincia a ciondolare.

Destra, sinistra, destra, sinistra, destra…

<Che fai ora, non hai più nulla da dire?>

<Accidenti, scusa, credevo di aver trovato qualcosa!>

<Perché ti prendi gioco di me? Ti ho visto sai?! Non ti sei mosso da quel ramo. Come avresti potuto trovare qualcosa?!>

<Dici a me? E tu allora che cerchi le cose a testa in su!?>

<Ma io non sto cerc..> Mark non finisce la frase.

Rimane in silenzio qualche istante e poi riprende: <tu forse vuoi dire: pensare!>

<Pensare, cercare; Che differenza vuoi che facciano poche lettere. Non cerchi forse qualcosa con la mente? Non sei forse, anche tu, alla ricerca di  bruchi e farfalle?>

<…forse emozioni.>

<Che aspetti allora? Sei nel posto giusto!>

<Che dici? Mica crescono sugli alberi?>

<Ma no, certo che no! Mi crederai mica stupido? Ma le emozioni, risiedono nei sogni non è forse vero?>

<Credo se ne provino tante nel realizzarli. Ma io non ho sogni!> Dice Mark con il cuore pesante.

Il pipistrello intanto sorride. In lontananza vede Artemide danzare e meno lontano una finestra lascia entrare la luna.

< E ora che fai ridi? Mi trovi forse sciocco?>

<No, no che dici? Pensavo…sai che dovresti fare?! Non dovresti tenere tutti quei pensieri prigionieri della tua mente. Se io lo facessi cadrei a testa in giù. Lo credo bene che non riesci a sollevarti. Chissà quanto ti deve pesare il capo!

Perché non provi ad appenderli ai rami di quest’albero. Le querce sono molto forti.>

 <Appendere i miei pensieri?>

<Proprio così> fa lui tutto eccitato.

 <Affidali alle ghiande, vedrai che se ne prenderanno cura.>

Poi tomo tomo si rimette a ciondolare.

“Affidare i pensieri alle ghiande… e sia! “

Solleva il capo, avvicina il viso ad una ghianda e le comincia a parlare.

Più lontano una Dea immerge il viso nell’erba bagnata. Una lacrima prende in ostaggio una coccinella assopita e inizia a rotolare giù per la collina, verso un albero. Da una finestra socchiusa la luna si fa strada verso il cielo. Apollo assonnato scorge una lacrima rossa su di una foglia, le regala il primo raggio di sole.

Il mattino,

una Dea innamorata,

 un pipistrello,

un uomo e la sua quercia.”

Buon 2013 a tutti!

Ambra

 

Sette mesi, una goccia nel mare e qualche persona in più.

Sono sette mesi che mi sono lanciata in questo progetto alla ricerca di una nuova strada da percorrere. Come molti probabilmente, ho la sensazione di non appartenere a questo periodo storico e che sarei stata molto più felice ed appagata in quell’era in cui madre Natura e l’uomo parlavano la stessa lingua.

“Il mio mondo è fatto di Terra, Fuoco, Aria ed Acqua” questo è quello che vorrei poter gridare al cielo in preda all’estasi, all’euforia generata dalla percezione del miracolo della vita. Purtroppo faccio parte di una realtà in cui i quattro elementi sono solo tatuaggi di malinconici o ancor peggio di insegne al neon che pubblicizzano ristoranti, palestre e siti internet figli della speculazione dell’era moderna.

Mi sono sempre sentita fuori posto ed addirittura imbarazzata dalla mia sensibiltà nei confronti della Terra, impotente difronte alla negazione della necessità di una coscienza collettiva nel rispetto della vita.
Ho rispettato il mio credo in silenzio, prendendo scelte che andavano in contrasto con la maggioranza della mia comunità e sono caduta nell’errore di “non condivisione” per non dovermi vedere additata quale “abbraccia alberi”. Non ho mai voluto far parte di sette, circoli o chissà quale “ghetto” perchè non volevo far apparire le mie scelte estreme,non ho mai voluto imporre ad altri le mie scelte facendoli sentire colpevoli per il loro modo di vivere. Alle volte l’informazione può essere un peso troppo grande da sostenere e può schiacciare al punto da desiderare di diventare ciechi perchè altrimenti si diventa violenti o depressi di fronte la percezione che sia “TROPPO TARDI PER CAMBIARE”.

Qualche anno fa lessi un libro, s’intitolava ” Come sono diventato stupido”, in breve parlava di un uomo che rendendosi conto che il suo troppo sapere lo rendeva infelice, decise di diventare stupido… Fu illuminante! Era esattamente quello che stava accadendo a me, la mia NON CONDIVISIONE era un metodo per non farmi prendere troppo seriamente, non diventare NOIOSA agli occhi degli amici, con i miei discorsi o sproloqui (temevo) sull’importanza di un veloce cambiamento volto alla salvezza del mondo.

Finì che gli amici, le persone che avrebbero dovuto conoscermi meglio non avevono idea delle mie paure, dei miei interessi e dei miei desideri ed io non ho mai VISTO loro. Non ho mai capito che qualcosa di importante ci accomunava tutti quanti, perchè le persone posso essere incredibilmente diverse e assolutamente uguali.

Crescendo si impara ad ascoltarsi di più, ma soprattutto si impara ad ascoltare gli altri.

Sto imparando che abbiamo divesi modi di assimilare, di condividere e partecipare. Sto scoprendo che abbiamo tempi  e modi diversi di agire. Ognuno di noi ha il suo posto e ad ognuno è affidato un preciso compito. I cambiamenti possono avvenire in maniera diversa, come per il braccio e la mente, c’è chi pensa, chi vive e chi agisce per cambiare le cose ma tutti ricoprono la stessa importanza. IO ho scelto di informare  cercando di seguire l’unico metodo che conosco: la comprensione e la condivisione.

Sette mesi per scoprire che molte delle persone conosciute e ormai lontane sono a pochi passi da me e usano le loro capacità a fin di bene. Avete conosciuto Gianrigo che con il suo lavoro di reporter porta luce lì dove il mondo ha chiuso un occhio, Gabriele che ha scritto un libro sulla condizione lavorativa odierna e attraverso alcuni articoli avete conosciuto e conoscerete molti dei miei amici ( Bea, Francesca, Franz, Roberto, Alessandra, Artemis… ) che condividono con me argomenti, domande ed informazioni su eventi che stanno avvenendo proprio sotto il nostro naso. Incredibilmente ho iniziato a ricevere e-mail di apprezzamento che hanno reso tutto questo scrivere estremamente dignitoso e gratificante quindi GRAZIE A TUTTI.

E’ in questo spirito che voglio introdurvi altri vecchi amici, il braccio e la mente o forse gli occhi e le mani nel loro caso, che ho ritrovato da poco e che aggiungono strade possibili a questo dedalo con al centro la coscienza collettiva.

“Lui lo faceva bollire con una dose di foglie di té nero e un pizzico di garofano, cannella e anice stellato e mescolava il tutto con un pugnetto di cheeni – lo zucchero cinese raffinato ultimamente assai popolare a Bombay”

Il link che trovate di seguito vi porterà in una nuova sessione “speziata” del blog Sudestasiatico volto alla “…maggiore informazione sui temi di politica, economia, cultura e costume sulla regione in esame, soprattutto per il pubblico italiano” come si può leggere nell’introduzione del blog a cui partecipa anche Roberto Tofani, un amico appunto, che in qualche modo sto conoscendo meglio…

Chopsticks – Té nero, un pizzico di garofano, cannella e ….

Nel “reparto” libri, troverete anche un altro amico, il Gud, un graphic novelist che attraverso i suoi disegni, vi condurrà alla salvezza del mondo.

Insieme hanno realizzato un video  “Gud in Hanoi” che ho trovato emotivamente disarmante poichè in esso traspare non solo l’intento ma anche la profonda umanità con cui affrontano quelli che io chiamerò i grandi mostri del mondo che viviamo.

Per oggi concludo così, con questi nomi che pian piano stanno formando un girotondo, una connessione autentica tra passato, presente e futuro che sono sicura ci condurranno lontano.

E a chi si sente ancora troppo piccolo per cambiare le cose, dedico le parole di una “piccola” donna
” Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” (Madre Teresa di Calcutta)

Buona giornata a tutti.