Uva fragola

Come avrete intuito, nel mio microscopico giardino cresce un pò di tutto e chiaramente non potevo privarmi dell’uva fragola.
Se pensate che sia difficile da coltivare, levatevi subito questa idea dalla testa, in effetti è l’uva più resistente della storia.
Pensate che nell’800 fu introdotta nei vigneti europei al fine di combattere le malattie che stavano decimando le viti europee. Questa pianta infatti è resistente allo oidio, fillosera e peronospera e non ha bisogno di grandi cure. Nel mio caso mi sono solo sincerata che il terreno non fosse calcareo e che ci fosse lo spazio per farla crescere, dopodiché sono andata al supermercato e ho comprato il tipico “bastoncino” (talea) nel cartone. Sapete quello ricoperto di cera che sembra più una candela che una pianta? Bene, ho comprato quel bastoncino, l’ho immerso nell’acqua come descritto sul cartoncino, ci ho fatto una chiacchierata di incoraggiamento (se chiedete a Davide vi dirà che l’ha minacciata a morte! 😉 ) e l’ho piantata nell’angolo del giardino più esposto al sole. Dopo poco, le prime gemme hanno fatto “capoccetta” e il secondo anno mi sono mangiata il suo primo grappolo di squisita uva fragola!
Resiste bene al freddo ( e qui nevica!) ma chiaramente si spoglia di tutte le foglie e per aiutarla a superare l’inverno, la privo dei rami “in più”, lasciandole solo 3-4 rami non troppo lunghi. In primavera, se vedo che i parassiti fanno troppa festa, le spruzzo un pò di verde rame ma a dire il vero, non ne abbiamo mai necessitato.
I primi giorni di Maggio vedrete già i primi grappoli ma dovrete pazientare fino a Settembre per la raccolta.
Con l’uva fragola potete preparare crostate, torte, marmellate e distillati. Non il vino però, almeno non se volete venderlo..
Dagli inizi del 900 infatti, una legge Europea proibisce la vendita del vino fragolino!
Tale legge nacque per contrastare la concorrenza sul mercato vinicolo Europeo da parte di vini prodotti con uve non europee. La sua facile produzione causava, infatti, un’alta concorrenza ai vini pregiati, provocando un ribasso della qualità e dei prezzi, da qui il divieto di vinifacazione dell’uva labrusca.
Come al solito però per giustificare tale restrizione vennero messe in giro innumerevoli voci riguardanti la tossicità del fragolino, dovuta alla maggiore concentrazione di metanolo e tannino, storia che non sta in piedi visto che in Usa, Australia, Svizzera e Austria è largamente venduto.
Ma l’Austria non fa parte dell’Europa?!? vi chiedere voi: e certo che si! Gli Austriaci però si sono opposti a questa assurda legge e hanno difeso con i denti il loro prodotto tipico, pretendendo e ottenendo una deroga.
Per quanto riguarda le bottiglie di fragolino sui nostri scaffali, sappiate che non si tratta del prodotto originale, ma di un fermentato alcolico addizionato con aromi naturali o artificiali al gusto di fragola….una porcheria se mi permettete ma che ci volete fare, la legge non vieta di creare schifezze al sapore di fragolino!

 

 

 

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