Sesamo

Sesamo

Si tratta dei semi di una pianta erbacea dai fiori bianchi, proveniente dall’India orientale e dall’Africa. Ad oggi l’unico produttore europeo è la Grecia che ne fa un largo utilizzo nella preparazione di dolci e pane. A dire il vero negli anni 60 anche in Italia fu coltivato ma non si riesce a capire perché poi non abbiamo continuato.
Ne esistono due varietà, quello nero più raro ed il bianco facilmente reperibile, entrambi con proprietà simili.
La parola sesamo deriva dal latino sesamum, ma l’etimologia viene fatta risalire agli assiri, più esattamente ad un loro mito che racconta che gli dei bevvero del vino di sesamo la sera prima creassero la terra.
Sesamum indicum significa sesamo dell’India, dobbiamo quindi spostarci in India per scoprire il vero nome. Nel Nord dell’India ci sono due nomi differeti per il sesamo: in Sanscrito ‘tila’, ed in Hindi/Urdu ‘til’. Mentre nella maggior parte delle lingue dravidiche ( le circa 85 lingue parlate principalmente nel sud) il sesamo viene denominato “Ellu” e ” Nuvvulu”.
Posso chiaramente sentire riecheggiare un “esticazzi” corale ma proprio non posso tenere tutto per me 😉
Anzi sapete cosa vi dico? “In tilon mein teil nahee” prrrrrrrrrr
Proprietà: si parla del seme con la più grande fonte di calcio in natura, in 100 gr è racchiuso 100% Rda. Sempre il sesamo è fonte di fosforo, magnesio, ferro e proteine, manganesio, zinco, acido folico e selenio, oltre ad essere ricco di acidi oleici che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) e ad incrementare quello “buono” (HDL).

Sarà per questo che nella mitologia Hindu il dio Yama ( dio della morte) benedisse i semi di sesamo che vengono considerati simbolo di immortalità.
Si suppone che questo seme abbia avuto origine quando le gocce di sudore che colavano da Vishnu ( dio Conservatore) caddero a terra. I semi sono inoltre simboleggiati come Lakshmi, consorte di Vishnu e dea della prosperità.
Nella letteratura e nella medicina tamil si parla del sesamo e si descrivono le benefiche proprietà del suo olio, che secondo alcuni rituali Indù sarebbe in grado di “smorzare” gli effetti nocivi di Saturno.
Pare che attualmente i semi di sesamo riscuotano un certo successo in alcune pratiche Wicca (una religione appartenente al movimento neopagano, la fonte di wikipedia parla di un aderenza stimata tra l’uno ai due milioni in tutto il mondo!)
L’olio che si estrae dal sesamo è di ottima qualità e trova impiego nell’industria cosmetica, farmaceutica, veterinaria ( per uccidere alcuni parassiti sulla cute) oltre che nell’industria alimentare. Ottimo ricostituente per le piastrine del sangue e l’emoglobina; utile per la milza, sistema nervoso, muscoli, pelle, ustioni. I semi e l’olio di sesamo hanno proprietà eccezionali, addirittura viene usato come integrazione nell’alimentazione dei bambini la cui crescita è inferiore alla norma.
Sesamo per me significa cibo: tahine, halva, humus, impanatura, falafel e pane. La verità è che avrebbe potuto essere sconosciuto e fare anche male, io l’avrei mangiato lo stesso 🙂

NB   Se volete conoscere  tutte le spezie guardate nell’apposita pagina nel menu a tendina .

Goji Berry, wolfberry : le bacche della lunga vita

mercato delle spezie di kos

Camminando nel mercato delle spezie di Kos (Grecia), mi sono imbattuta in alcuni prodotti più o meno conosciuti contenuti in sacchettini trasparenti che invogliavano all’acquisto. Unico problema l’assenza di etichette esplicative, ragion per cui ho lasciato che la mia mano li mettesse nel sacchetto della spesa senza fare troppe domande.

spezie

Il problema si è ripresentato a casa, quando è arrivata l’ora di assaggiare quelle piccole meraviglie colorate che per quanto ne sapessi potevano essere tranquillamente cibo per canarini. Più avanti vi parlerò anche della mastika che merita un discorso a parte quale prodotto esclusivo greco; oggi è il turno dei
Goji Berry, delle bacche rosse di origine cinese – che ci facessero sui banchi greci chi lo sa- dal sapore di frutti rossi misti a uvetta passa e inaspettatamente dolcissimi. goji berry Si tratta del frutto di un arbusto alto 3 metri che cresce in Cina ed in Tibet – Free Tibet!!! 

Largamente utilizzato nella medicina orientale per le sue molteplici proprietà è quasi del tutto sconosciuto in Italia, unico paese che ancora storce il naso a quanto pare. La prima volta che l’ho visto, in effetti, è stata alla fiera di Milano che si tiene nella prima settimana di Dicembre; se non ci siete mai stati vi invito a visitarla, è un vero casino ma si ha la possibilità di assaporare piatti di ogni tipo e acquistare prodotti provenienti da gran parte del mondo.

Dicevo… Accidenti ultimamente sono affetta dalla sindrome bipolare e perdo il filo del discorso, ah si, ho assaggiato queste bacche allo stand tibetano ma ricordo che il ragazzo che me li introdusse- italianissimo per giunta- calcò un p0′ troppo la mano sugli effetti benefici di’ ste ” cacatelle” sfuse e decisi che non facessero per me. Mai fidata di chi regala miracoli, troppo affine ad uno spacciatore!

Diverso è quando una cosa la vedo da sola, senza che nessuno mi si metta a ” sfregar le orecchie” , allora si che l’acquisto fiduciosa. Ecco, ora che vi ho annoiati con i miei bla bla bla, passerei ai fatti.

I Goji Berry sono conosciuti per le seguenti proprietà:

contrastano  l’invecchiamento cellulare;

prevengono la degenerazione maculare senile;

rendono pelle e capelli più sani;

combattono  l’accumulo di grasso, sia quello esterno che quello interno abbassando il livello di colesterolo;

rinforzano le difese immunitarie;

aiutano disfunzioni sessuali (e quando mai) e combattono l’infertilità ( si spiegherebbe il sovraffollamento cinese);

alleviano disturbi menopausa; defaticano  gli occhi di chi sta troppo al pc.

Effettivamente le premesse sono delle migliori ma io tendo ad essere scettica quando un solo prodotto risolve problemi che riguardano la maggioranza della popolazione. Resta vero però, che nella tabella ORAC che ordina frutta e verdura in base all’apporto di radicali liberi, il Goji occupa il primo posto battendo addirittura il melograno -10.70- con la straordinaria cifra di 30.000.

Mi aspetto un “oooooooooooooooooooooh” corale… faccio cenno con la testa gongolante e continuo nella mia ode al Goji con la rivelazione finale: contiene carotenoidi, proteine, sali minerali, vitamine  E, B e C e ben 18 differenti amminoacidi!  – Applausi

Mi rendo conto che ora vi ho in pugno e non mi sento proprio a mio agio  per questo mi sono concessa un’ulteriore indagine sugli eventuali effetti collaterali. Ebbene, a parte la crescita di un terzo arto, la comparsa di peluria sulla lingua ed altre due o tre piccolezze… 😛

Dovete scusarmi ma i 33 gradi lombardi li sto accusando particolarmente questa sera, sarà che sentire i vicini sguazzare nella piscina mi irrita il tanto da farmi meditare su un mio imminente tuffo carpiato dal balcone. Mi ci vedo già riemergere dalle acque con la mano tesa ad afferrare un freschissimo Spritz o un Negroni (per  omaggiare un blogger di mia conoscenza 😉 ) con espressione soddisfatta.

Ma torniamo alle nostre bacche di lunga vita – olè- spulciando nel web ho trovato un po’ di persone che lamentavano  eruzioni allergiche sul viso o sul corpo in seguito all’assunzione di succhi, barrette e prodotti ricavati dal Goji berry. Credo che sia verosimile che trattandosi di bacche ci possano essere individui intolleranti quindi reputo  sia il caso di non esagerare se decideste di assaggiarle. Per quanto mi riguarda io ne sto mangiando circa 15 gr al giorno come viene raccomandato in diversi siti stranieri ma ho iniziato assumendone poche alla volta per abituare il mio organismo- non si sa mai- Il problema è che al momento (così pare)  non esistono studi che ne stabiliscano il dosaggio e/o l’impiego, non esistono qui in Europa sia chiaro. Trattandosi di un frutto conosciuto da secoli sono sicura che in Asia esistano studi ma probabilmente non sono ritenuti attendibili rispetto alle nostre regole. Di certo ho solo trovato che queste bacche non debbano essere assunte da chi usa farmaci anticoagulanti e per questo io uno scrupolo me lo creerei qualora assumessi farmaci in generale. Essendo frutti non mi dilungo sul loro impiego, io li metto nelle insalate, nello yogurt o semplicemente ne mangio una manciata come spuntino e per adesso non ho riscontrato niente di anormale e voi? Alla prossima scoperta!!!