Un viaggio sullo sfondo del mio zaino

Ed eccomi qui, alle prese con zaino, scarponcini, maglie termiche, sacco a pelo ed una lista ancora non scritta di cose da portare con me in quello che sarà “il grande viaggio”.

Tra meno di un mese partirò per l’India con tre amiche munite di guida, zaino e nient’altro. Non è di certo il mio primo viaggio, tutt’altro, sono tra quei fortunati che per diletto e per lavoro sono abituati a considerare una valigia il proprio armadio eppure mai come questa volta percepisco un’emozione difficile da decifrare. Sarà per le difficoltà incontrate prima di prenotare definitivamente il volo, difficoltà che in effetti mi hanno messo in testa di stare forzando il destino. Sarà perchè io visiterei tutto il mondo ma io in India non ci volevo nemmeno andare reputando di aver passato l’età per questo specifico viaggio, sarà perchè partirò con le MIE amiche che in India ci vogliono andare e “guai a te se non vieni”, resta il fatto che mi sento emozionata e questo lo identifico con l’inizio del viaggio. Perchè il viaggio per me inizia con le vibrazioni che conducono la mia mente lontano nello spazio in sella ad un cavallo che io chiamo “chissà”…cosa succederà.

Ed ecco che inizio a leggere i libri scritti da questo popolo, mi scopro ad osservare il cielo, a pensare a cosa accadrà. Penso alle immagini che come foto rimarranno impresse nei miei occhi, ai viaggiatori che conoscerò, ai colori, i sapori e agli eventi che inevitabilmente mi cambieranno da quella che sono oggi. Perchè in fondo è questo che si cerca nel viaggio, una nuova sfumatura di se stessi che non si riesce a scorgere nella vita quotidiana.

Questa sono io, voi che viaggiatori siete?

Fermo immagine di una vacanza

Sono soli 3 giorni che sono arrivata a Leros e già il mondo appare ai miei occhi curioso ed inaspettato come può esserlo  agli occhi di un bambino.

Con il primo libro prescelto per questa vacanza, il sapore dell’ozio non si è fatto aspettare. Albert Borris ed “Il club dei suicidi” sono stati degni compagni di una mente rallentata dal viaggio che necessitava di una lettura leggera che “ci conducesse” dritti dritti tra le braccia di un affettuoso sole di inizio estate.

In nemmeno 48 ore il libro è diventato un lontano ricordo ed i miei occhi hanno cominciato a gironzolare animati di curiosità alla ricerca di piccole emozioni che scrivessero la storia di questa estate. Armata della mia nuova compagna d’avventura mi sono imbattuta in attimi di sincero stupore nel rinnovare il mio amore per Leros ed i suoi abitanti.

Benvenuti !

Pescatori alle prese con la cattura di un polipo o un dèja’ vu?

La cattura del polipo in una posa degna di un dio greco

la felicità diventa un pensiero leggero leggero, questo è il mio jekoland!