Noi “non” siamo eroi – nuova rubrica

Buongiorno amici,

oggi vorrei inaugurare una nuova rubrica di questo blog, “Noi non siamo eroi” che tratta tutto quello che succede a bordo di un aereo. L’intenzione è quella di fare luce su alcuni argomenti che spesso sono motivo di discussione o che non vengono affatto considerati. Tra un aneddoto e l’altro risponderò  alle vostre domande su dubbi, perplessità o anche solo curiosità circa il mondo dell’aviazione. Volo da quasi 14 anni e ogni giorno mi trovo difronte a situazioni inverosimili che mi fanno sorridere o purtroppo arrabbiare perché mettono a rischio l’incolumità del volo. Quindi eccomi qui, con il primo input della giornata e non abbiate paura di fare domande “sciocche”, non sono qui per giudicare ma solo per intrattenere e spero per contribuire a rendere questo mio mondo più sicuro e più piacevole per tutti. Inoltre spero che questo sia un modo anche per me per capire meglio e valutare situazioni che quotidianamente affronto grazie al vostro contributo.

Al fine di non trasformare questa rubrica in un massacro invito tutti a partecipare nel rispetto dell’opinione e della sensibilità altrui, grazie!

Buon volo

 

 

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Incidenti di primavera: maledette auto!

femore rotto gatto

Parole…sto cercando le giuste parole per iniziare questo articolo ma è uno strazio. Osservo le macchie di sangue sul pavimento e quelle orecchie mal conce stranamente abbassate come fossero le foglie di una pianta appassita. Supplì, mio amico da oltre 6 anni è sdraiato sulla poltrona, unico conforto che posso dare ad un gatto che non conosce gli agi di una casa in attesa che lunedì lo operino. Quella che vedete è la lastra del suo femore, spezzato in più parti da qualche auto che ha ben pensato di proseguire il suo viaggio senza nemmeno verificare se il gatto fosse vivo o morto. Ma il gatto è vivo stronzo, dolorante, acciaccato, graffiato, azzoppato e spaventato ma è vivo!

Nei primi giorni di sole sono cominciate le mie passeggiate in bicicletta, volevo annusare l’odore della primavera, godermi il suo tepore. Quando si rallenta il passo si nota improvvisamente il mondo. I campi di grano sono punteggiati del rosso dei papaveri, il vento leggero, a passeggio tra le spighe dorate, suona una musica che rallenta il battito del cuore. Gli occhi si intrufolano in angoli che in auto non avresti notato e come una lente ingrandiscono la bellezza celata nel microcosmo che ci circonda. La primavera è un momento magico, una pausa per l’anima ingrigita dal tempo. Gli uomini sanno essere dei tali ciechi di fronte alla celebrazione della vita..

Passeggiavo con la mia bicicletta sospinta dal vento, fischiettavo, ascoltavo il cielo in festa, mi meravigliavo. Non ero da sola, non lo ero affatto ma c’era spazio per tutti, per noi in bicicletta, per le donne a passeggio, per gli aerei e anche per le auto. Speravo ci fosse armonia, il mondo sembra un posto migliore sotto i raggi del sole ma non è così. Perché ci sono quelli che corrono, quelli che hanno fretta, quelli che gonfiano il petto per gongolarsi, quelli che il mondo appartiene a loro e a nessun altro e allora il canto degli uccelli viene interrotto dagli spari del dannato quagliodromo (che io neppure sapevo esistesse),  le biciclette fanno a zig zag tra le sagome di porcospini schiacciati ed il cuore ti si ferma per uno,due, tre secondi perché lo vedi il gatto volare dall’altro lato della strada e rimanere giù e la macchina va e forse nemmeno l’ha visto quell’essere che ora è lì sul ciglio di una strada da solo, lontano dai suoi affetti, incapace di scappare via dalla prossima auto.

Vivo in campagna, lontana dal traffico cittadino. Ho lasciato il mio gatto libero di godere la libertà che gli spetta. Qui intorno ci sono ricci, leprotti, galline e volpi e non un solo giorno da quando è iniziata la primavera la strada ha risparmiato la vita di un animale.  Qualche giorno fa è toccato al mio gatto scontrarsi con la strafottenza umana. Sembra uno zombie ma è ancora vivo e vederlo saltellare per far finta che va tutto bene, per non lasciare che i suoi predatori lo vedano indifeso mi spezza il cuore. Perché gli animali hanno tanto da insegnarci, la loro forza, la loro vitalità, la loro giustizia, la loro voglia di vivere, di farcela. Quando ho visto le lastre non potevo credere che fosse riuscito a fare una rampa di scale per venire a chiedermi aiuto ma lo ha fatto. E’ venuto da me quando ha capito che era troppo grave per farcela da solo e allora siamo andati dal medico speranzosi.  “Signora, sono 1500 Euro se vuole salvare il gatto”

Il mio gatto verrà operato lunedì, io quei soldi non li ho ma Supplì mi ha chiesto aiuto e non posso lasciarlo da solo. Fortunatamente ho trovato un altro veterinario che ci da una mano ad abbassare un po’ i costi ma resta il fatto che dovrà rimanere chiuso in una gabbia per 2 mesi immobilizzato se vuole salvare l’arto. Resta il fatto che mi sono trovata nella posizione di non poter aiutare il mio amico più indifeso perché se vuoi salvare un animale devi avere i soldi e che mi sono sentita dire da un altro “dottore” che ” 1500 euro non sono niente per uno di famiglia”. Ho il cuore spezzato e guardo il mio gatto che nonostante tutto è qui a farmi le fusa e in piedi su sole 2 zampe vorrebbe uscire fuori a rincorrere farfalle, perché gli animali dimenticano o forse perdonano chissà e questo è l’unico insegnamento vorrei imparare da tutta questa brutta storia.

Andate piano con le auto, lo so che non è sempre facile evitarli ma almeno provate, sono vivi come lo siete voi!

Ambra e Supplì