Il nuovo iPh…ive 7: la telefonia di nuova generazione!

Finalmente Dicembre, il mese del consumismo penserete voi, il mese della creatività dico io, inguaribile amante del Natale, di pacchetti e fiocchi colorati ben sistemati sotto l’albero e pronti per essere scartati. Unico dilemma è la scelta del regalo per gli uomini, esseri geneticamente predisposti all’assoluta mancanza di entusiasmo di fronte allo scarto dei doni, come se avessero già visto, sentito, indossato, mangiato e fatto qualsiasi cosa! Unica soluzione capace di accendere il loro spirito è la tecnologia e allora, viste le continue polemiche di mio marito contro il suo ultimo telefono, incapace di esaudire i suoi sogni più nascosti, eccomi alla ricerca dell’ultima novità in campo di telefonia, pronta, anzi direi rassegnata al dover trascorrere ore ed ore in fila per poter spendere quegli 800 euro che sinceramente avrei speso in panettoni e cotechino 🙂

Dopo essermi consultata con le menti illuminate di alcuni amici, letto articoli tecnologici e aver visitato le vetrine dei “mejo” negozi milanesi, ho raccolto e trascritto le funzioni assolutamente indispensabili per un telefono di nuova generazione con i fiocchi. Mi sono armata quindi forza e coraggio e dopo attenta analisi ho trovato il miracoloso telefono che devo dire vi lascerà senza fiato. Sono così soddisfatta di questo prodotto che ho pensato addirittura di sponsorizzarlo sperando di aiutare anche voi in questo mondo alle volte un po’ troppo tecnologico.

Il primo ostacolo devo dire è stata la dimensione, negli anni, infatti, mi era sembrato di capire che più piccolo fosse meglio era. Ricordo chiaramente gli insulti ai possessori dei primi telefoni cellulari che avevano una borsetta per essere trasportati,

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ricordo i primi Nokia ritenuti ancora troppo grandi e allora è nata tutta la saga dei mini cellulari, quelli che facevi fatica a beccare il tasto con il mignolo o semplicemente a  trovarlo in una borsetta, addirittura fecero gli orologi con una mini tastiera…no comment. Li fecero piccolissimi quei dannati cellulari per poi riallargarli eliminando la tastiera fino ad arrivare ai tablet che poi hanno avuto bisogno della tastiera perché senza era un po’ un casino… Ora mi è sembrato di capire che non è poi così importante sia piccolo e che entri in una tasca, ora deve essere grande, grandissimo…quasi come il primo ?!?!

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Bene, allora che sia grande, così grande che non si possa perdere, grande e colorato, così non avrà bisogno di cercare una cover su misura che diciamocelo, non si trova mai. Deve avere una copertura vasta ed un segnale costante? Bene il mio copre così tanto che non sentirà freddo e se pioverà non sarà un problema, d’altronde non cadrà mai nel gabinetto, problema che sembra essere piuttosto comune…caspita!

Un’altro interrogativo era la storia della memoria dati, gli amici mi dicevano di far attenzione alla memoria esterna, interna, ram, di massa, cache…no problem il mio ha un cloud immediato con rubrica telefonica incorporata e sempre a portata di mano anche quando si è in piena conversazione. Inoltre mi è stato assicurato che non c’è pericolo di perdere dati, nè di phishing o clonazione scheda, garantisce un alto livello di privacy senza la necessità di una password il che è geniale e giustifica davvero il prezzo. Come se non bastasse è provvisto di localizzazione immediata e riconoscimento ottico; non ne capisco molto ma a me sembra una figata!

Dove sta la fregatura, direte voi? L’ho pensato anche io specie quando mi hanno parlato dei costi..praticamente proporzionati alla conversazione. Mi avevano parlato del comodato d’uso con l’abbonamento ai vari gestori che ti vincolano per 2 anni e davvero non volevo farne, mio marito potrebbe dare di matto e non mi sembrava davvero il caso. Chiedo se questo telefono è parte di un’offerta e quelli mi rispondono di no: niente contratto, niente abbonamento, niente vincoli di alcun genere. <E come ricarico?>  <Si può usare carta di credito, prepagata e cash, in più per gli assidui consumatori la possibilità di credito gratuito illimitato> mi rispondono quelli dall’altra parte, addirittura le chiamate in entrata, anche se dall’estero sono gratuite e per quanto riguarda la trasparenza sul credito residuo non c’è bisogno di nessuna app o messaggio molesto al termine della telefonata, è tutto là davanti ai tuoi occhi, sul suo display illuminato a prova di orbo. Inoltre non c’è bisogno di attivare la modalità silenziosa, non ci saranno più spiacevoli baffetti ad indicare che avete ricevuto un messaggio al quale non avete volontariamente risposto, non ci saranno conversazioni a tavola, in macchina, al parco interrotte da una chiamata, potrai parlare con chi vuoi quando vuoi e se non lo vorrai, nessuno potrà più disturbarti e non si arrabbierà per questo!

Mi sembrava uno scherzo ma non lo era affatto, pensate che si ricarica da solo, senza l’ausilio di cavetti, usb o scomodi dispositivi di emergenza, è provvisto di sfondi animati senza doverli scaricare e, rullo di tamburi, è dotato di dispositivo anticaduta grazie ad un cavo di nuova generazione che hanno chiamato filo della cornetta, con funzione antistress e allenamento digitale per una mano sempre in forma.

E’ il regalo perfetto, figlio di una generazione che oggi ha tutto e non ha bisognio di niente: compra anche tu una CABINA TELEFONICA!

Sponsorizzata dai migliori Supereroi 🙂

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Spegni l’ iphone e connettiti con il mondo!

“La tecnologia influenza in modo decisivo il benessere degli individui e della collettività, nonché la capacità di tutte le specie animali di controllare e adattarsi al proprio ambiente naturale.” (wikipedia)

Ergo, la tecnologia dovrebbe rendere più semplice la nostra vita su questa terra. Dico dovrebbe poichè seppur ritenendo estremamente interessante tutto ciò che ruota intorno all’elettronica, mi rendo conto che stiamo viaggiando su un binario che ci allontana sempre più dalla qualità della vita e dalla semplicità e per quanto assurda possa sembrare questa affermazione, trovo che la possibilità di “una comunicazione globale” ci abbia resi estremamente soli.

Sempre più spesso mi ritrovo in situazioni che mai avrebbero avuto luogo ai tempi delle cabine telefoniche, senza voler andare a paragonare il nostro tempo a quello del focolare domestico quando intere famiglie trascorrevono allegramente le loro vite tra 4 mura e 10 materassi.

Io sono cresciuta in un tempo in cui i telefonini erano solo per pochi e gli appuntamenti con gli amici erano sacrosanti perchè ci si rivedeva dopo intere giornate di “segreti” ancora non condivisi. La mia vita era fatta di eventi che mi avevano emozionata, sconvolta, ferita, eventi in attesa di essere confidati e allora si alzava la cornetta e ci si dava un apputamento che sembrava già di per sè un evento,un appuntamento che non si voleva e non si poteva rimandare. Così cresceva l’aspettativa, l’emozione di incontrarsi e si partiva da casa prima per non rischiare di avere imprevisti e lasciare aspettare un amico su di un marciapiede solo soletto. E quando ero io ad aspettare, mi preoccupavo, mi affannavo alla ricerca di un gettone scatenando inevitabilmente altri eventi, come conoscere nuove persone (perchè avevo la scusa del gettone) avendo addirittura nuove avventure da raccontare a quel mio amico che stava tardando. Nel peggiore dei casi scattava la telefonata a casa che mi metteva sempre quell’ansia da “presentazione”, il cuore scoppiava al pensiero di parlare con i genitori ma non avevo scelta e quindi : ” Buona sera, sono Ambra De Gennaro, posso parlare con….”  e da quel momento tu non eri solo un nome , ma una voce, una personalità, perchè con quelle parole avresti dimostrato di essere educata, rispettosa e preoccupata per loro figlio. Possono sembrare sciocchezze, ma con l’avvento del cellulare è scomparso il primo passaggio importante della comunicazione.

Con le ultime tecnologie poi le cose sono diventate ancora più complicate.

Le persone condividono informazioni tramite i social network, passano le loro vacanze a far foto da mostrare immediatamente agli altri venendo meno a quel patto di esclusività che ci dovrebbe essere tra amici. Con un semplice gesto si bypassa completamente tutta una serie di eventi. Non c’è più l’attesa, non si sente più la mancanza della persona partita perchè è sempre lì a portata di click, non ci sarà nessuno a preoccuparsi per te, rendendosi conto di quanto ci tenga davvero alla vosta amicizia, non c’è più la sorpresa, il racconto emozionante ed intriso delle proprie sensazioni, gli odori ed i colori diventano dati di fatto spiattellati in una foto nitidissima ma emozionalmente sterile. Stiamo letteralmente uccidendo i rapporti umani!

Per non parlare della conversazione irrimediabilmente veicolata, controllata e compromessa dall’eccessiva accessibilità delle informazioni tramite i maledettissimi iphone, ipad e compagnia bella.

Parlo di quando sono a tavola a parlare di questo e quello e non ricordo il nome di un posto, di una strada, la data di un evento ed invece di prendermi in giro, tentare di ricordare tutti insieme e dire una serie di stupidaggini dando vita ad una discussione, mi ritrovo ad avere un’informazione “sicura” con una breve ricerca in internet che blocca qualsiasi dubbio… chissenefraga accidenti! Chissenefrega se la tour Eiffel è alta 2 metri o 150? Chissenefraga se il participio presente del verbo porre sia porrente o ponente, avrei preferito farmi una risata sentendo il parere dei miei amici anzichè avere un’informazione precisa e poco divertente. Ma sembra tutto compromesso, non c’è più possibilità di errore e paradossalmente la comunicazione si è tramutata in silenzio.

Non sentirò mai più un amico intonare una canzone per farmela ricordare, c’è you tube a portata di mano perchè non farmela ascolare direttamente, non ci sarà mai più il pomeriggio ricordi, invasi da foto e lettere e foglietti conservati per raccontare di noi, oggi c’è facebook che mi sbatte costantemente i tuoi ricordi in faccia. Non c’è più nemmeno la telefonata per sentire la voce di un amico, non c’è la necessità di incontrarsi per un caffè, il caffè posso farmelo a casa mia mentre ti mando un what’s up e magari posso scrivere un “come stai o un Buon Natale” generico così lo mando in copia alla rubrica e ho risparmiato tempo!

Inizia così il silenzio dell’anima, dell’io più profondo e  la voce viene rimpiazzata dal rumore di polpastrelli impazziti che mi sembra di conoscere meglio delle persone che ho accanto.

Mi giro un’istante e vedo un mucchio di persone infelici che cercano di convincersi/ci del contrario scattandosi foto mentre simulano di far baldoria difronte un obbiettivo che non racconterà mai che attorno a quel tavolo nessuno stava ridendo… Mi volto ancora e vedo persone che hanno 451 amici su FB e nessuno sul loro divano, mi volto e sento la mancanza del citofono di casa che sembra essere suonato solo dal postino ed i testimoni di Geova.

Mi volto ancora e vedo persone annoiate, tristi e depresse scambiarsi il numero di uno psicologo che “mi sta aiutando tanto” e mi chiedo come mai ci sia tanta necessità di pagare un estraneo per raccontargli della propria infelicità quando basterebbe spegnere la tecnologia e accendere il cervello per sentirsi un pò meno soli.

Ieri sono stata io a sentirmi sola, ho chiamato un’amica e le ho detto che stavo per passare a prendere un caffè, siamo uscite ed abbiamo incontrato una persona che aveva un forte bisogno di un abbraccio e quando ci siamo salutate abbiamo continuato a camminare e abbiamo incontarto per caso altri amici, una bimba che prendeva in giro il suo papà e ci ha riportato il sorriso così per un giorno il telefono, FB e tutto il resto erano in fondo ad una borsa buttata a terra, sotto un cielo autunnale e noi  in connessione con il mondo!

Ambra