Riciclare e guadagnare a km zero

mercatino dell'usato

Poco tempo fa mi sono imbattuta in un blog che ho trovato di un’utilità pazzesca, infatti oltre ad essere particolarmente interessante mi ha dato lo spunto per attuare dei piccoli ma radicali cambiamenti nel mio “armadio” ormai stracolmo di tutte quelle cose che “le metto un attimo qui che prima o poi le uso” e quelle che “non le uso ma è un peccato buttarle”.

Il sito in questione è http://minimalitaly.wordpress.com/ che vi invito a visitare  per conoscere meglio il concetto di decluttering e cioè il modo di ripulirvi da tutto ciò che non vi è necessario.

A dirlo sembra facile ma quante volte vi siete ritrovati davanti a quella pila di cose che negli anni è diventata una presenza confortante/ingombrante sotto il letto, nell’armadio, in un cassetto…io addirittura ho eliminato i cassetti in casa per ovviare al problema ma mi sono ritrovata con scatole e scatoloni ovunque!

Il timore più grosso, almeno per me, è l’idea di buttare qualcosa di utile, sarà che mia nonna non gettava nemmeno gli incarti del pane ma in ogni oggetto vedo della potenzialità inespressa e finisco per mettere da parte dicendomi che “poi si vedrà”.

Ieri finalmente mi sono decisa ad abolire la parola POI dal vocabolario e a prendere la situazione in mano, ho scoperto così che non solo si può dare nuova vita agli oggetti ben conservati riducendo gli sprechi, ma si può anche guadagnarci qualcosa.

Prima di tutto cercate su internet il mercatino dell’usato più vicino a voi e verificate se esiste una lista di oggetti che non ritirano in modo da risparmiarvi viaggi inutili che vi demotiverebbero.

Appurata la presenza del mercatino, dirigetevi dritti verso l’armadio, il cassetto, il baule o dove avete nascosto il misfatto, muniti di due scatole: una per le cose distrutte che nemmeno i tarli prenderebbero in considerazione e l’altra per le cose che sono utili non a voi ma a qualcun’altro!!!! La frase che mi ha aiutata nella riuscita della grande impresa è stata: se pensi che questa cosa non vuoi darla via ma non sapevi nemmeno di averla vuol dire che a te non serve ma di sicuro servirà a qualcun altro e quindi è da dare via! 

Regole aggiuntive per non cadere nei tuoi stessi tranelli:

  1. Se stai pensando che potresti utilizzare quell’oggetto smantellandolo ma in realtà ci avevi già pensato un anno fa eppure è ancora nella pila davanti a te significa che non lo farai MAI indi per cui riponila immediatamente in quella maledetta scatola!
  2. Se stai pensando che è un peccato separarti da quella cosa perché ti ricorda di quella volta che… non preoccuparti hai una buonissima memoria senza conservare nulla: via nella scatola!
  3. Se ci stai riflettendo ancora: via nella scatola, non hai bisogno di pensare così a lungo se una cosa ti serve o no!
  4. Se ancor peggio stai pensando che potrebbe tornare di moda: rinuncia, molto probabilmente sarai troppo vecchia/o per indossarlo ancora!

Bene, ora dovresti avere davanti a te due strabordanti scatoloni, uno da regalare alla discarica che con molta probabilità ne farà un miglior uso di te e un’altro da consegnare al mercatino dell’usato.

Ma come funzionano questi mercatini? Dopo un bel giretto in città ho scoperto che i mercatini come http://www.mercatinousato.com/negozi.aspx che sono sparsi in tutto il territorio, prendono la vostra merce ( libri, cd, piatti, borse, armadi, etc…) in conto vendita per 2 mesi al prezzo che verrà pattuito, per poi ridurlo con il passare del tempo. Vi informeranno quando saranno venduti i vostri oggetti pagandovi la percentuale che vi spetta, se invece proprio proprio cambiaste idea (non vedo perché mai 😉 ) potrete comunque riprenderli.

Ci sono altri negozi che invece comprano direttamente da voi, quindi oltre ad esservi liberati del fardello ve ne tornerete a casa direttamente col malloppo 😉 Negozi come questo sono specializzati in alcuni oggetti quindi vi consiglio di informarvi prima, sempre tramite internet!

Proprio sta mattina sono andata in uno di questi, a pochi passi da casa mia, ho consegnato alcuni cd, riscosso e rispeso nel mercato ortofrutticolo accanto. Morale della favola ho pranzato a costo zero!!

Io l’ho trovato estremamente appagante, divertente e utile allo stesso tempo.

Inoltre, da qualche tempo è nato un nuovo modo di riciclare online. Esiste questo portale che si chiama REOOSE che funziona un po’ come ebay solo che anziché acquistare con veri soldi vengono utilizzati dei crediti che si guadagnano con lo scambio delle merci. Vi faccio un esempio: io metto a disposizione un pantalone che viene valutato 20 crediti, Davide lo prende ed io mi ritrovo con 20 crediti che posso “spendere” per quello che voglio da altri utenti anche per 20 cose diverse del valore di 1 credito. La cosa più interessante è che si possono cercare oggetti anche nella stessa zona in modo da effettuare uno scambio a km zero.

Insomma, che vogliate scambiare, vendere o rottamare il risultato è sempre lo stesso: liberatevi del superfluo, fate bene a voi e a me che finisco per comprare più cose di quelle che vendo 😉

Buon declutter a tutti!

Sette mesi, una goccia nel mare e qualche persona in più.

Sono sette mesi che mi sono lanciata in questo progetto alla ricerca di una nuova strada da percorrere. Come molti probabilmente, ho la sensazione di non appartenere a questo periodo storico e che sarei stata molto più felice ed appagata in quell’era in cui madre Natura e l’uomo parlavano la stessa lingua.

“Il mio mondo è fatto di Terra, Fuoco, Aria ed Acqua” questo è quello che vorrei poter gridare al cielo in preda all’estasi, all’euforia generata dalla percezione del miracolo della vita. Purtroppo faccio parte di una realtà in cui i quattro elementi sono solo tatuaggi di malinconici o ancor peggio di insegne al neon che pubblicizzano ristoranti, palestre e siti internet figli della speculazione dell’era moderna.

Mi sono sempre sentita fuori posto ed addirittura imbarazzata dalla mia sensibiltà nei confronti della Terra, impotente difronte alla negazione della necessità di una coscienza collettiva nel rispetto della vita.
Ho rispettato il mio credo in silenzio, prendendo scelte che andavano in contrasto con la maggioranza della mia comunità e sono caduta nell’errore di “non condivisione” per non dovermi vedere additata quale “abbraccia alberi”. Non ho mai voluto far parte di sette, circoli o chissà quale “ghetto” perchè non volevo far apparire le mie scelte estreme,non ho mai voluto imporre ad altri le mie scelte facendoli sentire colpevoli per il loro modo di vivere. Alle volte l’informazione può essere un peso troppo grande da sostenere e può schiacciare al punto da desiderare di diventare ciechi perchè altrimenti si diventa violenti o depressi di fronte la percezione che sia “TROPPO TARDI PER CAMBIARE”.

Qualche anno fa lessi un libro, s’intitolava ” Come sono diventato stupido”, in breve parlava di un uomo che rendendosi conto che il suo troppo sapere lo rendeva infelice, decise di diventare stupido… Fu illuminante! Era esattamente quello che stava accadendo a me, la mia NON CONDIVISIONE era un metodo per non farmi prendere troppo seriamente, non diventare NOIOSA agli occhi degli amici, con i miei discorsi o sproloqui (temevo) sull’importanza di un veloce cambiamento volto alla salvezza del mondo.

Finì che gli amici, le persone che avrebbero dovuto conoscermi meglio non avevono idea delle mie paure, dei miei interessi e dei miei desideri ed io non ho mai VISTO loro. Non ho mai capito che qualcosa di importante ci accomunava tutti quanti, perchè le persone posso essere incredibilmente diverse e assolutamente uguali.

Crescendo si impara ad ascoltarsi di più, ma soprattutto si impara ad ascoltare gli altri.

Sto imparando che abbiamo divesi modi di assimilare, di condividere e partecipare. Sto scoprendo che abbiamo tempi  e modi diversi di agire. Ognuno di noi ha il suo posto e ad ognuno è affidato un preciso compito. I cambiamenti possono avvenire in maniera diversa, come per il braccio e la mente, c’è chi pensa, chi vive e chi agisce per cambiare le cose ma tutti ricoprono la stessa importanza. IO ho scelto di informare  cercando di seguire l’unico metodo che conosco: la comprensione e la condivisione.

Sette mesi per scoprire che molte delle persone conosciute e ormai lontane sono a pochi passi da me e usano le loro capacità a fin di bene. Avete conosciuto Gianrigo che con il suo lavoro di reporter porta luce lì dove il mondo ha chiuso un occhio, Gabriele che ha scritto un libro sulla condizione lavorativa odierna e attraverso alcuni articoli avete conosciuto e conoscerete molti dei miei amici ( Bea, Francesca, Franz, Roberto, Alessandra, Artemis… ) che condividono con me argomenti, domande ed informazioni su eventi che stanno avvenendo proprio sotto il nostro naso. Incredibilmente ho iniziato a ricevere e-mail di apprezzamento che hanno reso tutto questo scrivere estremamente dignitoso e gratificante quindi GRAZIE A TUTTI.

E’ in questo spirito che voglio introdurvi altri vecchi amici, il braccio e la mente o forse gli occhi e le mani nel loro caso, che ho ritrovato da poco e che aggiungono strade possibili a questo dedalo con al centro la coscienza collettiva.

“Lui lo faceva bollire con una dose di foglie di té nero e un pizzico di garofano, cannella e anice stellato e mescolava il tutto con un pugnetto di cheeni – lo zucchero cinese raffinato ultimamente assai popolare a Bombay”

Il link che trovate di seguito vi porterà in una nuova sessione “speziata” del blog Sudestasiatico volto alla “…maggiore informazione sui temi di politica, economia, cultura e costume sulla regione in esame, soprattutto per il pubblico italiano” come si può leggere nell’introduzione del blog a cui partecipa anche Roberto Tofani, un amico appunto, che in qualche modo sto conoscendo meglio…

Chopsticks – Té nero, un pizzico di garofano, cannella e ….

Nel “reparto” libri, troverete anche un altro amico, il Gud, un graphic novelist che attraverso i suoi disegni, vi condurrà alla salvezza del mondo.

Insieme hanno realizzato un video  “Gud in Hanoi” che ho trovato emotivamente disarmante poichè in esso traspare non solo l’intento ma anche la profonda umanità con cui affrontano quelli che io chiamerò i grandi mostri del mondo che viviamo.

Per oggi concludo così, con questi nomi che pian piano stanno formando un girotondo, una connessione autentica tra passato, presente e futuro che sono sicura ci condurranno lontano.

E a chi si sente ancora troppo piccolo per cambiare le cose, dedico le parole di una “piccola” donna
” Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” (Madre Teresa di Calcutta)

Buona giornata a tutti.