Fermo immagine di una vacanza

Sono soli 3 giorni che sono arrivata a Leros e già il mondo appare ai miei occhi curioso ed inaspettato come può esserlo  agli occhi di un bambino.

Con il primo libro prescelto per questa vacanza, il sapore dell’ozio non si è fatto aspettare. Albert Borris ed “Il club dei suicidi” sono stati degni compagni di una mente rallentata dal viaggio che necessitava di una lettura leggera che “ci conducesse” dritti dritti tra le braccia di un affettuoso sole di inizio estate.

In nemmeno 48 ore il libro è diventato un lontano ricordo ed i miei occhi hanno cominciato a gironzolare animati di curiosità alla ricerca di piccole emozioni che scrivessero la storia di questa estate. Armata della mia nuova compagna d’avventura mi sono imbattuta in attimi di sincero stupore nel rinnovare il mio amore per Leros ed i suoi abitanti.

Benvenuti !

Pescatori alle prese con la cattura di un polipo o un dèja’ vu?

La cattura del polipo in una posa degna di un dio greco

la felicità diventa un pensiero leggero leggero, questo è il mio jekoland!

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Da qualche parte del Dodecanneso

Leros, Grecia.

Negli ultimi tempi sento parlare sempre più spesso della Grecia come fosse un peso sull’economia Europea, degli sprechi, dei tumulti, dei politici e di chi se la debba comprare… datela a me “signori cari” se vi pesa così tanto sul groppone

Mi pesava troppo il cuore e allora ho deciso di venire  a controllare che non me la stessero maltrattando troppo. Avevo immaginato di trovare il caos ed invece, al solito, la “mia” isola felice mi ha sorpreso con la sua personale visione della vita.

I fiori ricoprono completamente il suolo colmando quel grigio che mi hanno lasciato dentro i giornali con le loro parole senza anima.

Di solito non recido mai fiori ma in questa situazione mi risulta difficilissimo non cogliere due margherite per giocare con il piccolo bruco verde che temo aver visto solo nei cartoni animati negli ultimi dieci anni.

Evviva si gioca!!!

Improvvisamente il viaggio durato quasi 24 ore per arrivare fin qui non sembra pesare affatto e ho voglia di intrufolarmi nella viette bianche e blu, scoprire tesori nascosti, assaggiare i biscotti appena sfornati dal forno in cima alla salita…si proprio quello lì in alto e bere quel buon caffè che per molti rimarrà un “brodino caldo” ma per me è la ricompensa dopo la lunga camminata.

Mi chiedo se gli anziani ce l’ hanno con noi Italiani, ed eccoli invece a sorriderci e a chiederci se abbiamo bisogno di qualcosa con l’immancabile affermazione “Italiani-Greci, una fazzia una raza!” e poi arriva quella mano sulla spalla che ci fa sentire figli di tutto il paese, come se ci fossero stati tutti ad aspettare dall’ autunno scorso.

Un’ apetta risale a fatica la via del mare portando con se il profumo della pesca del mattino : “kalamarakiiiiiiiii kalamarakiiiiiiiiiii” annuncia un pescatore di circa 70 anni felice come fosse al suo primo giorno di lavoro in giro col papà. Così orgoglioso del suo bottino che non si può resistere al suo richiamo ed ecco che inizio ad urlare in preda all’emozione: “kalamarakiiiiiii kalamarakiiiiiiiii” li voglio tutti io!!!!

Si torna verso casa con la mia bellissima prima spesa greca ma prima devo fermarmi a salutare i più grandi maestri della pita giro per avvisarli che nei prossimi giorni saremo da loro a riempir la pancia.

Oh mamma, il profumo della pita è qualcosa che davvero non posso spiegarvi..

Γεια μας, alla salute, gente, io bevo il mio racomilo fatto dai ragazzi e vi saluto davanti un giros sfrigolante. Ci vediamo nei prossimi giorni io rimango a controllare l’isola. 😉