E poi una mattina ti svegli…

Sono una persona positiva, di quelle che vedono toni di cielo azzurri in mezzo alla tempesta, sono una persona piena di gioia, di quelle che anche in mezzo ad un pianto si fanno scappare un sorriso, sono la persona che vorrei avere accanto nei momenti difficili perché la vita mi ha insegnato che un braccio rotto può diventare un gesso che tutti vogliono firmare così ogni volta che mi facevo male pensavo ai pennarelli da comprare anziché al dolore.

Ho imparato che arrabbiarsi fa male, che l’ammaccatura alla macchina me la fa riconoscere più velocemente, che un gatto con una zampa a pezzi è meglio di un gatto morto, che avere la febbre a capodanno è ricevere una zuppa calda e un milione di baci ricevuti tutti assieme. Ho imparato che aver paura è un pretesto per essere coraggiosi, che trovarsi in mezzo ad una rapina è ricevere l’abbraccio degli amici e festeggiare di essere salvi. Ho imparato a salutare mia nonna con un sorriso il giorno che è tornata in cielo pensandola libera dal male che gli aveva fatto la vita.

Io sono una persona positiva, lo sono tutte le volte che il mondo mi prende a schiaffi, lo sono quando le cose non vanno come avrei desiderato pensando alla vita come un albero che invece della frutta quest’anno mi regalerà un posticino al riparo dal sole nelle giornate afose. Sono positiva quando so di aver fatto un buon lavoro anche se non viene riconosciuto perché nessuno può privarmi della consapevolezza di chi sono, ma sono una persona, solo una persona…

Così una mattina ti svegli e la vita diventa piccola piccola, i pensieri sono saette che squarciano, riducono in brandelli ogni speranza. Posso urlare, piangere, posso addirittura prendermela con l’universo intero ma nulla cambierà. Vorrei poterci credere, in parte l’ho fatto ma la verità non scende a patti con le lacrime, con il dolore, la vita da grandi aspettative, la vita ci regala tempo, nessuno sa quanto eppure viviamo come fossimo immortali e forse è giusto così, altrimenti non avremmo progetti e sogni…

Sono rimasta in silenzio, ho trattenuto il fiato fino a diventare liquida, sono crollata, mi sono alzata, ho pregato, ho pregato tutte le divinità che conosco, l’ho chiesto con umiltà e l’ho preteso ma i miracoli non hanno orecchie.

Sono solo una persona e lo sei anche tu, una meravigliosa persona che si è presa cura di me, che mi ha amata nonostante tutti i miei difetti, che mi ha portata sulle spalle mostrandomi il mondo ed era un  mondo molto bello quello che mi facevi vedere da lassù. Vorrei poterti salvare ma sono incredibilmente piccola oggi, più di quanto potessi pensare.

Sono una persona piccola, lo siamo tutti ma insieme siamo giganti capaci di smuovere le montagne, cambieremo il mondo e lo faremo per te.

Tvb Ambra

Noi, 14 kg sulla schiena e l’India attorno episodio 2

06 feb 2013


La notte in qualche modo è trascorsa pur avendo rischiato il soffocamento nel sacco a pelo. In una vita passata spero di non essere stata un baco! Con  Ale ci siamo lanciate alla ricerca di un caffè, rigorosamente senza latte per evitare spiacevoli conseguenze, credo che dovremmo praticare la lingua perchè il caffè è arrivato con la ricotta ;(

Appena fuori dell’hotel ci imbattiamo in quella che sembra una gara a chi carica il turista: taxi, ape Piaggio e addirittura risciò si offrono di condurci al famigerato Golden temple, unica ragione per la quale ci ritroviamo a 10 ore dalla prossima meta.
Le tariffe che all’inizio sembravano essere tutte uguali, iniziano a scendere vertiginosamente,cosa che mi fa capire che ci sarà da faticare per ottenere il vero costo degli spostamenti. Decidiamo comunque di procedere a piedi nonostante, voltato l’angolo, ci ritroviamo in una realtà ben più caotica di quella immaginata. Una baraonda di motorini, biciclette, auto e persone ci travolge, fatta eccezione per le mucche che imperterrite rallentano il nostro avanzare a zigzag. Superato il caos iniziamo a guardarci attorno…. La città è ciò che rimane del passato, nessuna nuova costruzione si affaccia per le strade che percorriamo per circa mezz’ora.

Attenzione mucca!

Attenzione mucca!

Le vie pullulano di gente, tutti uomini e qualche bambino che estremamente sorpreso dal vedere queste 4 donne bianche (a quanto pare le uniche) inizia a darci il tormento per qualche regalo.
” Madame rupie, madame rupie” urlano danzando sui nostri piedi per poi passare alla richiesta di cioccolata o qualsiasi leccornia gli viene in mente. “Ok, next time! ” ridono e se ne vanno guardando un anziano alle prese col suo carretto di frutta.


Il nostro viaggio termina davanti una pensilina ghermita di uomini che si tolgono le scarpe. “Ci tocca” penso, ma spero che per noi ci sia un piano B, speranza che svanisce dopo pochi secondi quando un fedele, vedendo la nostra espressione titubante, ci invita a lasciare le scarpe. Con la faccia imbronciata levo scarpe e calzini ma mi lego il tutto al collo per evitare di essere derubata. Purtroppo i miei preconcetti tardano a lasciarmi e proprio non mi fido di abbandonare le uniche scarpe che ho portato. Mi meraviglio io stessa di questo pensiero ma forse è la paura di constatare che anche qui non siamo al riparo dai malintenzionati che mi impedisce di abbassare la guardia. Temo decisamente che la mia antica idea di un India immune al puro materialismo scompaia assieme alle mie scarpe.
Mi faccio coraggio ed insieme calpestiamo a piedi nudi il tappeto di paglia zuppo d’acqua (spero) che ci conduce, per quelli che a me sembrano km, all’entrata del Golden temple. Sollevata dalla fine di questa prova di forza tra i miei piedi, il tappeto e tutto quello che sto calpestando, mi ritrovo un dito indice in faccia che ci fa segno di tornare indietro perchè le scarpe qui non ci posso entrare nè ai piedi nè al collo…..fiscalissimiiiiiiiiiiiiii accidenti. Ma dietro quel dito intravedo il tempio, bellissimo, eterno che sembra invitarci e mi ritrovo a consegnare le scarpe quasi di corsa tanta è la voglia di entrare.

La visione

La visione

Copriamo il capo con i foulards e finalmente ci siamo: il Golden temple, dove l’India si ferma a pregare. Il caos resta fuori da qui, tutto improvvisamente si ferma. Davanti i nostri occhi uno degli atti religiosi più gentili e sentiti cui abbia mai assistito. Un padre tiene al petto il suo bambino che dorme, non lo sveglia ma stringendolo tra le sue braccia lo porta al suolo per fare l’inchino a quel luogo sacro. Padre e figlio insieme in un unico abbraccio, sullo sfondo un fiore di loto capovolto si colora d’oro sotto i raggi del sole, un lago sacro con le sue carpe e le prime donne indiane, avvolte nei loro sari colorati che sembrano essersi materializzate dal nulla.
Io dondolo, dondolo nel tepore di un’atmosfera rarefatta, mi emoziono, il mondo scompare e divento leggera leggera difronte ad un’immagine che mi entra dentro, dritta nel cuore.
Un canto spirituale si diffonde in tutti gli angoli di questo luogo di pace ed io mi ritrovo con i piedi nelle acque del lago in meditazione, giusto il tempo di sentire la voce di Roby che mi intima di uscire con le gambe incrociate. ” Ma che vor di con le gambe incrociate? Roby ce le ho incrociate!! ” Mi volto e non vedo la Roby ma un Sikh, alto forse 1 metro e 90 che mi fa risalire tutta di un balzo. “Mo m’arrestano” e penso alle guardie svizzere e a come si comporterebbero nella stessa situazione se io fossi la cretina di turno che tocca l’intoccabile a San Pietro e Paolo. Ammetto di essere seriamente impaurita quando si parla di leggi religiose. Mi scuso, sono pronta al peggio, ma niente, lui mi sorride (un piccolo sorriso) e mi invita a continuare a fare quello che stavo facendo ma lontana dalle acque sacre. – Questa è compassione!!!-

Forse avrei dovuto capire

Forse avrei dovuto capire

il loto girato

il loto girato

 

 

 

 

 

Il tempio è aperto a tutti, a tutte le religioni a patto che si rispetti il loro culto e non è solo un modo di dire, qui dentro ti senti ben voluta. Qualche donna addirittura ci chiede di fare una foto insieme. Loro coloratissime, noi stravolte, loro ridono e traspare la completa assenza di malizia, io le guardo, penso alle mie scarpe e so che le ritroverò esattamente lì dove le ho lasciate.

Sorrido e- click- fermo immagine!

Fermo immagine

Fermo immagine

 

 

pace

pace

To be continued….