Vacanze “Yoga e mare”

 

Sorgente: Vacanze “Yoga e mare”

Se volete trascorrere delle vacanze speciali in armonia con la mente ed il corpo, allora siete nel post-o giusto. Vi aspettiamo a Leros!!!

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Noi, 14 kg sulla schiena e l’India attorno episodio 6

Avete mai camminato con 14 kg sulla schiena? Vi dico, nel mio caso si sta rivelando un’esperienza sensoriale altamente preoccupante. Nonostante lo zaino adesso sia spaparanzato sul pavimento, le mie spalle continuano a conservare la memoria di quei dannati 14 kg bloccando la possibilità di concentrare il sangue al cervello che invece sembra non voler fluire oltre l’incavo del collo.

“Harld?! Alddd?!” una donnina indiana domanda  insistentemente e concluso che voglia dire hard e che non capirò mai se mi stia chiedendo se è troppo forte o se lo voglio più forte, decido che il massaggio va bene così prima di rimanere incastrata nella mia stessa sagoma già ben delineata in un lettino bagnaticcio che temo abbia assaggiato le cellule morte di milioni di “sollevatori di zaini” come me. Mi fa molto sorridere il fatto che più io cerchi di rimanere pulita, più mi ritrovi in situazioni molto lontane dall’idea di igiene che mia madre ha inculcato nella mia testa in 33 anni. Avevo appena fatto la doccia tanto agognata superando il fatto che, causa mancanza corrente, l’acqua fosse ghiacciata ed Ale aveva addirittura disinfettato il bagno prima che potessimo appoggiare le santissime chiappe sul copritazza color giallo zafferano. I cuscini sono stati avvolti nei sacchetti di plastica prima di infilarli nelle federe portate da casa e sui letti ci sono i sacchi a pelo così da non toccare le lenzuola. Esagerate? Forse ma non possiamo agire diversamente dopo aver ascoltato terrificanti storie di pidocchi, parassiti mitologici e malattie varie contratte da incauti viaggiatori. Tanta premura per poi ritrovarmi impanata di olio misto a pelucchi della coperta che la signora mi ha gentilmente spalmato addosso dopo aver visto la mia pelle d’oca. NON AVEVO FREDDO! AVEVO VISTO LA COPERTA SPORCA!

C’è di buono che il massaggio Ayurvada è stato all’altezza delle aspettative ed il cervello sta finalmente ricominciando a funzionare, poco ma è già un traguardo. La signora color caramello ha un modo silenzioso di comunicare, sono un po’ a disagio perché vorrei poterle dire che la doccia posso farla da sola ma lei è qui difronte a me che mi invita a procedere con una saponetta di 2 cm x 3 ed una bacinella piena d’acqua tiepida : ” signora non sono un puffo, sono blu per via della coperta, non è che potrei avere un bagnoschiuma?” Naturalmente non mi legge nel pensiero e mi convinco a far finta di lavarmi cercando di non scivolare nel gabinetto. Mi asciugo con una pezzetta che posso racchiudere nel palmo della mano e mi rivesto mentre lei divertita non si spiega perché indossi: un paio di calze,  leggings, calzettoni a righe viola e nere, una maglia termica e una t-shirt nere, una felpa rossa a pois neri e delle scarpe da trekking. Vorrei raccontarle di quel mio zaino improbabile riempito di cose a caso, organizzato per temperature e non per colori ma mi arrendo, faccio spallucce, ricambio il sorriso e mi decido ad affrontare il disastroso scenario che mi aspetta voltato l’angolo.

Porto la mano al viso pronta allo strato denso di fetore che poche ore prima ci aveva nauseate, ancora un passo e… Ma come è possibile? 

Le strade sono state ripulite, niente più cacca, non  un sacchetto svolazzante, niente falò né fetori in agguato nelle viette strette. Il sole riscalda i nostri passi mentre vedo per la prima volta questo assurdo posto. Le strade sono adornate da banchi colorati,  carretti spinti da venditori di tempi lontani. Fedeli gialli, rossi  e donne- pavone mi passano attraverso. Bambini, giovani e vecchi che si mescolano in un teatro che ha del bizzarro e dell’incantevole allo stesso tempo. Mendicanti o Santi? Gioia o Dolore? Drammatica Povertà o Serena Rinuncia?

 Di colpo li risento i 14 kg sulla schiena che tentano di appesantire il mio cammino, ma sulle spalle non c’è lo zaino, ci sono tutte le mie esperienze perché in viaggio ora siamo in due: IO di prima, quando il mondo sapeva di zucchero filato ed il vento rispondeva ai miei pensieri ed  IO oggi, quella che ha 33 anni e sa che lo zucchero filato fa male. 

Forse dovrei abbandonare questo zaino pieno delle mie cose, in qualche modo so che non mi servono. Si può camminare anche senza scarpe, l’ho già fatto infondo ma poi come potrei procedere se mi ferissi i piedi? E se di colpo il tempo cambiasse con cosa mi coprirei? 

Sei troppo pesante, troppo pesante… non ha senso camminare facendo tanta fatica!

Mentre arranco siamo davanti all’ashram di cui ci ha parlato Gianri.  Un  sâdhu,  o almeno credo, legge il giornale all’entrata, immagine che mi fa particolarmente specie a dire il vero. E’ ormai chiaro che sono molto confusa sui costumi di questo popolo.

Sadhu

“Namasté!” Congiungo le mani in senso di preghiera come ho visto fare poc’anzi. Che modo grazioso di salutare qualcuno che non si conosce nemmeno, mi fa gioire.

Entriamo, levo le scarpe e  mollo lo zaino a terra dov’è il suo posto, poi ci penserò.

To be continued…